Aiuto per chi soffre di disturbi d’ansia

“Mi capita che il cuore si metta a battere all’impazzata. Di colpo comincio a sudare freddo e mi manca il fiato. Mi ritrovo in preda al terrore e all’ansia, e vado in confusione”. — Isabella, donna sui 45 anni che soffre di un disturbo di panico.

L’ANSIA può essere definita “stato d’animo di preoccupazione, di inquietudine”. (Zingarelli, 2007) Vi siete mai sentiti impauriti di fronte a un cane inferocito? Poi il cane si allontana e con lui anche l’agitazione. Quand’è che invece si può parlare di disturbi d’ansia?

Se l’ansia diventa cronica, ovvero se persiste anche quando non c’è più motivo di essere ansiosi, può diventare un disturbo. Secondo l’Istituto Nazionale americano di Igiene Mentale, “ogni anno sono circa 40 milioni gli americani dai 18 anni in su che soffrono di disturbi d’ansia”. Uno stato d’ansia incessante, come quello da cui è affetta Isabella, citata sopra, può avere gravi ripercussioni su chi ne soffre.

Anche chi vive sotto lo stesso tetto può subirne gli effetti. Fortunatamente, come dice una pubblicazione dello stesso istituto americano, “esistono terapie efficaci per i disturbi d’ansia, e la ricerca sta scoprendo nuovi trattamenti in grado di aiutare la maggior parte di coloro che ne soffrono a condurre una vita produttiva e soddisfacente”.

Anche familiari e amici possono essere d’aiuto a chi soffre di disturbi d’ansia. In che modo?

 Cosa si può fare

Date sostegno. Monica, che soffre di disturbo d’ansia generalizzato e disturbo post-traumatico da stress, rivela una particolare difficoltà che incontra: “La maggioranza delle persone fa fatica a capire i miei problemi emotivi”.

Spesso chi soffre di disturbi d’ansia ha talmente paura di non essere compreso che cerca di nascondere agli altri il proprio problema. Questo può generare sensi di colpa che peggiorano lo stato emotivo. È quindi estremamente importante che familiari e amici offrano il loro sostegno.

Fate ricerche sul disturbo. Questo suggerimento può essere particolarmente appropriato per chi vive a stretto contatto con qualcuno che soffre di disturbi d’ansia, ad esempio i familiari o gli amici più intimi.

“Continuate a confortarvi gli uni gli altri”. Paolo, missionario del I secolo, ad amici che abitavano nella città greca di Tessalonica rivolse questa esortazione: “Continuate a confortarvi gli uni gli altri e a edificarvi gli uni gli altri”. (1 Tessalonicesi 5:11) È qualcosa che possiamo fare sia con le parole che col tono della voce. È importante mostrare a chi sta male che teniamo a lui ed evitare insinuazioni che feriscono.

Prendete il caso di Giobbe, che dà il nome a un libro della Bibbia. Come forse sapete, tre presunti amici asserirono erroneamente che lui stesse in qualche modo cercando di nascondere i propri peccati e che le sue sofferenze ne fossero la conseguenza.

Quindi cercate di capire come si sente chi sta male. Ascoltatelo con attenzione. Fate uno sforzo per mettervi nei suoi panni. Mentre ascoltate non traete conclusioni affrettate, come invece fecero i presunti amici di Giobbe. È per questo che vennero definiti “confortatori molesti”: anziché consolare Giobbe, lo fecero sentire ancora peggio. — Giobbe 16:2.

È fondamentale ascoltare attentamente chi sta male. Permettetegli di esprimersi liberamente, così capirete meglio cosa sta passando. E pensate alla soddisfazione che proverete se riuscirete ad aiutarlo ad avere una vita più piena e significativa.

 [Riquadro/Illustrazione a pagina 27]

I diversi volti dei disturbi d’ansia

Capire cosa sono i disturbi d’ansia è molto importante, soprattutto se a soffrirne è un familiare o un amico. Vediamo insieme cinque tipi di disturbi d’ansia.

Disturbo da attacchi di panico Per Isabella, citata all’inizio dell’articolo, il problema non era solo l’attacco di panico in sé. “Quando un attacco è passato hai il terrore che ne arrivi un altro”, dice. Quindi chi soffre di questo disturbo tende a evitare i luoghi dove ha già avuto un attacco. Alcuni limitano così tanto i propri movimenti da rinchiudersi in casa. Oppure sono in grado di affrontare situazioni stressanti solo se accompagnati da qualcuno che trasmette sicurezza. Isabella spiega: “Stare da sola è sufficiente per scatenare un attacco. Mia madre mi dà sicurezza; se non c’è lei non ce la faccio”.

Disturbo ossessivo-compulsivo Chi ha l’ossessione dello sporco o dei germi può sviluppare comportamenti compulsivi, lavandosi le mani mille volte al giorno. Parlando delle sue compulsioni Renan dice: “Ho la testa costantemente in subbuglio perché sto lì a rimuginare su errori passati, analizzandoli e rianalizzandoli da ogni angolazione possibile”. Questo si traduce nell’ossessione di confessare gli errori passati ad altri. Renan ha bisogno di conferme continue, ma ora grazie a cure specialistiche riesce a tenere sotto controllo la sua ossessione. *

Disturbo post-traumatico da stress Di recente questa definizione è stata usata per descrivere una vasta gamma di sintomi psicologici che si possono avvertire dopo un evento traumatico che ha provocato o rischiato di provocare una lesione fisica. Chi soffre di questo disturbo può allarmarsi facilmente, diventare irritabile o apatico, perdere interesse per cose una volta ritenute piacevoli o avere difficoltà nei rapporti affettivi, soprattutto con le persone alle quali era più legato. C’è chi diventa aggressivo, persino violento, e tende a evitare situazioni che ricordano l’evento traumatico.

Fobia sociale o disturbo d’ansia sociale Questa designazione è usata in riferimento a persone che sono eccessivamente ansiose e timide nelle situazioni quotidiane in cui devono interagire con gli altri. Alcuni che ne soffrono hanno una paura intensa e persistente di essere osservati e giudicati dagli altri. Possono cominciare a preoccuparsi per un dato evento con giorni o settimane di anticipo. La paura può diventare così intensa da interferire con le normali attività, come quelle lavorative o scolastiche, e rendere difficile stringere e mantenere amicizie.

Disturbo d’ansia generalizzato Monica, citata in precedenza, soffre di questo disturbo. Le sue giornate sono affollate di preoccupazioni, anche se non c’è praticamente nulla che le giustifichi. Chi ha il disturbo d’ansia generalizzato tende ad aspettarsi sempre il peggio e si preoccupa eccessivamente di salute, denaro, problemi familiari o lavorativi. Il solo pensiero di dover affrontare la giornata può generare ansia. *

[Note in calce]

^ par. 19 Svegliatevi! non raccomanda nessuna terapia in particolare.

^ par. 22 Queste informazioni sono basate su una pubblicazione dell’Istituto di Igiene Mentale del Dipartimento americano della Sanità e dei Servizi Sociali

[Illustrazione a pagina 26]

“Continuate a confortarvi gli uni gli altri”