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Testimoni di Geova

Italiano

Svegliatevi!  |  ottobre 2011

 I giovani chiedono

Io chi sono?

Io chi sono?

Simone vede Lorenzo che si avvicina e immagina già quello che sta per succedere. “Ehi, Simo, questo è per te!”, dice Lorenzo. Apre la mano e Simone vede proprio quello che si aspettava: uno spinello. Non vuole accettarlo, ma non vuole nemmeno fare la figura dell’imbranato. Allora, senza troppa convinzione, dice: “Magari un’altra volta, eh?”

Valentina vede Lorenzo che si avvicina. Sa quello che sta per succedere ma è preparata. “Ehi, Vale, questo è per te!”, dice Lorenzo. Apre la mano e Valentina vede proprio quello che si aspettava: uno spinello. “No, grazie”, dice in tono sicuro. “Ho importanti progetti per il futuro, tra cui respirare. Tu fumi, Lorenzo? Ti facevo più furbo!”

SECONDO TE, perché Valentina se la cava meglio di Simone? Perché lei ha qualcosa che Simone non ha: una sua identità. Non si tratta di un documento con tanto di nome e foto. In questo caso si intende qualcosa che hai dentro e che ti dice chi sei e in cosa credi. Forte di questa consapevolezza, hai il coraggio di dire no ai guai, ovvero di decidere tu della tua vita invece di lasciare che siano gli altri a farlo. Come fai ad acquistare una sicurezza del genere? Per cominciare, rispondi alle domande che seguono.

1 QUALI SONO I MIEI PUNTI DI FORZA?

Perché è importante. La consapevolezza dei tuoi pregi e delle tue capacità contribuirà ad aumentare la tua sicurezza.

Rifletti. Ognuno ha i suoi doni. C’è chi ha talento artistico o è portato per la musica. Altri riescono bene nello sport. Raquel è bravissima a riparare le macchine. * “Quando avevo 15 anni”, racconta, “capii che volevo fare il meccanico”.

Un esempio tratto dalla Bibbia. L’apostolo Paolo scrisse: “Anche se sono inesperto in parola, certamente non lo sono in conoscenza”. (2 Corinti 11:6) Conoscendo bene le Scritture, Paolo era in grado di tener duro quando qualcuno lo metteva alla prova. Non lasciava che la negatività degli altri intaccasse la sua fiducia in se stesso. — 2 Corinti 10:10; 11:5.

Fai un’analisi di te stesso. Scrivi di seguito una dote o una capacità che possiedi.

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Ora scrivi un aspetto positivo del tuo carattere.  (Per esempio, ti interessi degli altri? Sei generoso? Sei affidabile? Sei puntuale?)

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“Cerco di aiutare gli altri. Se sono occupata ma qualcuno ha bisogno di parlare, interrompo quello che sto facendo e mi metto ad ascoltare”. — Brianne.

Se fai fatica a individuare un tuo pregio, pensa a un aspetto in cui sei maturato da quando eri piccolo, e scrivilo qui sotto. — Vedi per esempio il riquadro “ La parola ai tuoi coetanei”.

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2 QUALI SONO I MIEI PUNTI DEBOLI?

Perché è importante. La resistenza di una catena dipende da quella del suo anello più debole. In modo simile la tua identità si può compromettere se lasci che i tuoi difetti abbiano il sopravvento.

Rifletti. Nessuno è perfetto. (Romani 3:23) Tutti hanno degli aspetti che vorrebbero migliorare. “Perché ogni minima sciocchezza mi fa subito arrabbiare?”, chiede una ragazza che si chiama Seija. “La cosa più insignificante mi fa saltare i nervi e all’improvviso non ho più il controllo delle mie emozioni”.

Un esempio tratto dalla Bibbia. Paolo era consapevole delle sue debolezze. Infatti scrisse: “Realmente mi diletto nella legge di Dio secondo l’uomo che sono interiormente, ma vedo nelle mie membra un’altra legge che combatte contro la legge della mia mente e mi conduce prigioniero alla legge del peccato”. — Romani 7:22, 23.

Fai un’analisi di te stesso. Su quali punti deboli devi lavorare?

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“Ho notato che dopo aver visto un film sentimentale mi intristisco un po’ e mi viene voglia di trovare qualcuno di cui innamorarmi. Quindi so che devo stare attenta al tipo di svago che scelgo”. — Bridget.

3 QUALI SONO I MIEI OBIETTIVI?

Perché è importante. Quando hai delle mete, dai alla tua vita un indirizzo e uno scopo. È anche più probabile che eviti persone e situazioni che rappresenterebbero un ostacolo fra te e i tuoi obiettivi.

Rifletti. Saliresti su un taxi dicendo all’autista di girare intorno all’isolato finché non finisce la benzina? Sarebbe assurdo, oltre che costoso. Prefiggerti delle mete ti impedisce, per così dire, di girare a vuoto nella vita. Hai un posto da raggiungere e un piano per raggiungerlo.

Un esempio tratto dalla Bibbia. Paolo scrisse: “Il modo in cui corro non è incerto”. (1 Corinti 9:26) Invece di aspettare passivamente che succedesse qualcosa, Paolo si prefisse degli obiettivi e si sforzò di raggiungerli. — Filippesi 3:12-14.

 Fai un’analisi di te stesso. Scrivi di seguito tre obiettivi che vorresti raggiungere da qui a un anno.

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Ora, tra gli obiettivi che hai indicato, scegli quello che ritieni più importante e scrivi qui sotto cosa puoi fare già da adesso per raggiungerlo.

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“Se non mi tengo occupato finisce che non combino niente. È meglio avere degli obiettivi e cercare di raggiungerli”. — José.

4 QUALI SONO LE MIE CONVINZIONI?

Perché è importante. Senza convinzioni non sarai né carne né pesce. Come il camaleonte cambia colore a seconda dell’ambiente, tu ti adatterai a quello che fanno i tuoi compagni, dimostrando di non avere una tua identità.

Rifletti. La Bibbia incoraggia i cristiani a “provare a [se] stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio”. (Romani 12:2) Quando le tue azioni rispecchiano le tue convinzioni ti dimostri coerente con te stesso, indipendentemente da quello che fanno gli altri.

Un esempio tratto dalla Bibbia. Da ragazzo, il profeta Daniele “determinò in cuor suo” che avrebbe osservato le leggi di Dio sebbene si trovasse lontano dalla sua famiglia e dai suoi compagni di fede. (Daniele 1:8) In questo modo si dimostrò coerente con se stesso. Daniele visse in armonia con le sue convinzioni.

Fai un’analisi di te stesso. Quali sono le tue convinzioni? Per esempio:

  • Credi in Dio? Se sì, perché? Che cosa ti convince della sua esistenza?
  • Credi che le norme morali di Dio siano per il tuo bene? Se sì, perché? Per esempio, cosa ti convince del fatto che ubbidire alle norme di Dio riguardo al sesso ti renderà più felice che seguire lo stile di vita “libero” dei tuoi coetanei?

Non puoi rispondere a queste domande su due piedi. Prenditi il tempo di esaminare le motivazioni su cui si basano le tue convinzioni. Se lo farai riuscirai a difenderle meglio. — Proverbi 14:15; 1 Pietro 3:15.

“A scuola gli altri vanno a colpire proprio dove sei più debole. Per questo non volevo dimostrarmi insicura riguardo alla mia fede. Mi sono sforzata di mettere a fuoco le ragioni che stavano dietro alle mie convinzioni. Invece di dire ‘non posso farlo perché è contro la mia religione’ spiegavo che se non facevo determinate cose era perché non le ritenevo giuste. Si trattava delle ‘mie’ convinzioni”. — Danielle.

In definitiva, preferiresti assomigliare a una foglia cadente che viene sbattuta qua e là da ogni minimo soffio di vento o a un albero che non viene smosso neppure da un’impetuosa tempesta? Costruendoti una forte identità assomiglierai a quell’albero e riuscirai più facilmente a rispondere alla domanda: “Io chi sono?”

Se hai una forte identità sarai simile a un albero ben radicato che non viene smosso nemmeno da un’impetuosa tempesta

^ par. 8 In questo articolo alcuni nomi sono stati cambiati.