Vai direttamente al contenuto

Vai direttamente al menu secondario

Vai direttamente al sommario

Testimoni di Geova

Italiano

Svegliatevi!  |  1993-10-08

Se vostro figlio o vostra figlia subissero degli abusi

Se vostro figlio o vostra figlia subissero degli abusi

PER fermare gli abusi, bisogna accorgersi che esistono. Nei numerosi libri sull’argomento gli esperti hanno elencato decine di sintomi caratteristici a cui i genitori dovrebbero fare attenzione. Questi includono: dolori accusati nel momento di orinare o defecare, infezioni genitali, abrasioni o lesioni nell’area genitale, enuresi improvvisa (pipì a letto), perdita dell’appetito o altri problemi collegati al mangiare, comportamento sessuale precoce, improvvisa paura di stare in luoghi come la scuola o certe parti della casa, crisi di panico, estrema paura di spogliarsi, paura di rimanere da soli con una persona conosciuta e autolesionismo.

Badate però di non giungere a conclusioni affrettate. La maggior parte di questi sintomi di per sé non significano necessariamente che un bambino sia stato davvero vittima di abusi sessuali. Ciascuno di essi potrebbe indicare l’esistenza di qualche altro problema. Se però notate dei sintomi preoccupanti in un bambino, o in una bambina, affrontate l’argomento con dolcezza, forse dicendo qualcosa come: “Se qualcuno ti dovesse toccare in un modo che ti fa sentire a disagio, sappi che me lo puoi sempre dire, e io farò tutto il possibile per proteggerti. Ti è mai successo qualcosa di simile?” — Proverbi 20:5.

Se vostro figlio o vostra figlia rivelerà di aver subìto abusi sessuali, vi sentirete senz’altro affranti. Ma ricordate: Il modo in cui reagirete sarà determinante per il suo ricupero. Vostro figlio (o vostra figlia) ha portato un peso insostenibile e ha bisogno che voi, con tutta la vostra forza di adulti, solleviate questo peso dalle sue spalle. Lodatelo per avere avuto il coraggio di raccontarvi l’accaduto. Rassicuratelo ripetutamente che farete del vostro meglio per proteggerlo, che la colpa è stata di chi ha abusato di lui e non sua, che lui non è “cattivo” e che gli volete bene.

Alcuni consulenti legali consigliano di denunciare l’abuso alle autorità prima possibile. In alcuni paesi la legge può richiederlo. In altri invece può darsi che la legge offra ben poche garanzie che il colpevole sarà punito.

Ma che fare se ad aver commesso l’abuso è il proprio amato coniuge? Triste a dirsi, molte donne non agiscono in modo risoluto. Certo, non è per niente facile accettare l’idea di essere sposate con un uomo che abusa dei bambini. I legami sentimentali, e anche le considerazioni di ordine economico, possono essere molto forti. Una moglie che si trovasse in questa situazione potrebbe anche rendersi conto che se lei intervenisse suo marito potrebbe perdere la famiglia, il lavoro e la reputazione. * La dura realtà, però, è che il marito potrebbe semplicemente raccogliere ciò che ha seminato. (Galati 6:7) I figli innocenti, d’altra parte, possono rimetterci molto di più se non vengono creduti e protetti. È in gioco tutto il loro futuro. Essi non hanno le risorse che ha un adulto. Il trauma può lasciare un segno e strascichi che dureranno per tutta la vita. Sono loro che hanno bisogno e che meritano di essere trattati con tenerezza. — Confronta Genesi 33:13, 14.

I genitori devono quindi fare ogni ragionevole sforzo per proteggere i figli! Molti genitori responsabili decidono di rivolgersi a uno specialista per aiutare i figli molestati. Proprio come fareste con un medico, accertatevi che tale specialista rispetti le vostre idee religiose. * Aiutate vostro figlio o vostra figlia a riacquistare stima di sé manifestando di continuo il vostro amore di genitore nei suoi confronti.

^ par. 6 In realtà chi molesta i bambini è già nei guai e ha estremo bisogno di aiuto. Anche se costui dice di essere dispiaciuto, il coniuge può chiedersi: Perché non ha confessato ciò che ha fatto prima di essere smascherato dalla sua vittima?

^ par. 7 Ad esempio, quando sorge il problema delle trasfusioni di sangue i testimoni di Geova si accertano che il medico rispetti le loro idee religiose.