LUCA 10:38–11:13

  • GESÙ VA A TROVARE MARTA E MARIA

  • L’IMPORTANZA DI CONTINUARE A PREGARE

Sulle pendici orientali del Monte degli Ulivi, a circa 3 chilometri da Gerusalemme, sorge Betania (Giovanni 11:18). Gesù si reca in questo villaggio e va a trovare due sorelle, Marta e Maria. Essendo amico di queste due donne e del loro fratello Lazzaro, Gesù viene accolto calorosamente in casa.

Ospitare il Messia è un grande privilegio. Marta è ansiosa di dargli il meglio e quindi inizia a preparare un pasto elaborato. Mentre lei è impegnata nei preparativi, sua sorella Maria è seduta ai piedi di Gesù, intenta ad ascoltarlo. Dopo un po’ Marta dice a Gesù: “Signore, non t’importa che mia sorella mi abbia lasciata da sola a sbrigare le faccende? Dille di venire ad aiutarmi” (Luca 10:40).

Anziché rimproverare Maria, Gesù suggerisce a Marta di non preoccuparsi eccessivamente delle faccende domestiche, dicendole: “Marta, Marta! Tu sei ansiosa e ti preoccupi di molte cose. Eppure solo poche cose sono necessarie, o una sola. Dal canto suo, Maria ha scelto la parte buona, e non le sarà tolta” (Luca 10:41, 42). Con queste parole Gesù fa capire che non è necessario impiegare molto tempo per preparare varie pietanze. Un pasto semplice è più che sufficiente.

Le intenzioni di Marta sono buone: è suo desiderio mostrarsi ospitale. Ma l’eccessiva ansia di preparare da mangiare la sta privando dell’opportunità di ascoltare preziosi insegnamenti direttamente dal Figlio di Dio. Gesù mette in risalto che Maria ha fatto una scelta saggia che le permetterà di ricevere benefìci nel corso del tempo e che insegna a tutti noi un’importante lezione.

In un’altra occasione Gesù impartisce una lezione altrettanto importante su un soggetto diverso. Un discepolo fa questa richiesta: “Signore, insegnaci a pregare, come ha fatto Giovanni con i suoi discepoli” (Luca 11:1). Circa un anno e mezzo prima, nel Discorso della Montagna, Gesù aveva già dato istruzioni in merito (Matteo 6:9-13). Forse però questo discepolo non era presente in quell’occasione e quindi Gesù ripete alcuni punti principali. Poi fa un esempio per illustrare l’importanza di continuare a pregare.

“Immaginate di avere un amico e di andare da lui a mezzanotte per dirgli: ‘Per favore, prestami tre pani, perché è appena arrivato da me un amico che è in viaggio e non ho nulla da offrirgli’. Ma quello da dentro risponde: ‘Smetti di darmi fastidio. La porta è già serrata e i miei bambini sono con me a letto. Non posso alzarmi e non posso darti niente’. Io vi dico: se non basterà la loro amicizia a farlo alzare, di sicuro sarà per l’insistenza dell’amico che alla fine si alzerà per dargli ciò che gli occorre” (Luca 11:5-8).

Gesù non intende dire che Geova sia riluttante a rispondere alle preghiere, come nel caso dell’amico. Piuttosto vuol far capire che se un amico, pur essendo in un primo momento riluttante, alla fine risponde a delle richieste insistenti, a maggior ragione il nostro amorevole Padre celeste esaudirà le preghiere sincere dei suoi fedeli servitori. Gesù prosegue: “Vi dico: continuate a chiedere e vi sarà dato, continuate a cercare e troverete, continuate a bussare e vi sarà aperto, perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” (Luca 11:9, 10).

Per sottolineare ulteriormente il punto, Gesù fa un paragone tra Dio e un padre umano, dicendo: “Quale padre fra voi, se il figlio chiedesse un pesce, invece di un pesce gli darebbe un serpente? E se il figlio chiedesse un uovo, gli darebbe forse uno scorpione? Se dunque voi, pur essendo malvagi, sapete dare doni buoni ai vostri figli, quanto più il Padre che è in cielo darà spirito santo a quelli che glielo chiedono!” (Luca 11:11-13). Com’è rassicurante sapere che abbiamo un Padre pronto ad ascoltarci e a soddisfare i nostri bisogni!