LUCA 7:36-50

  • UNA PECCATRICE VERSA OLIO PROFUMATO SUI PIEDI DI GESÙ

  • GESÙ SPIEGA COSA SIGNIFICA PERDONARE FACENDO L’ESEMPIO DI DUE DEBITORI

A seconda di quello che hanno nel cuore, le persone reagiscono in modo diverso alle parole e alle azioni di Gesù. Questo è evidente da ciò che accade in Galilea a casa di un fariseo di nome Simone. Quest’ultimo ha invitato Gesù a mangiare da lui, forse perché vuole conoscere meglio l’uomo che compie opere tanto meravigliose. Pensando di poter sfruttare questa occasione per predicare ai presenti, Gesù accetta l’invito, proprio come ha già fatto altre volte mangiando con esattori di tasse e peccatori.

Gesù, però, non viene accolto con le cortesie comunemente riservate agli ospiti. Dato che in Palestina le persone indossano sandali e camminano lungo strade polverose, i piedi si riscaldano e si sporcano; per questo, come gesto di ospitalità, di solito i piedi degli ospiti vengono lavati con acqua fresca. Ma Gesù non riceve questo trattamento e neppure il consueto bacio di benvenuto. Un’altra abitudine è quella di versare olio sui capelli dell’ospite in segno di cortesia e ospitalità. A Gesù non viene fatto nemmeno questo. Viene da chiedersi se sia davvero un ospite gradito.

Gli invitati si mettono a tavola e iniziano a mangiare. Senza farsi notare, una donna che non è stata invitata entra nella stanza. È “conosciuta nella città come peccatrice” (Luca 7:37). Tutti gli esseri umani imperfetti sono peccatori, ma sembra che questa donna conduca una vita immorale; forse è una prostituta. Potrebbe aver sentito gli insegnamenti di Gesù, incluso l’invito rivolto a tutti quelli che sono oppressi ad andare da lui per trovare ristoro (Matteo 11:28, 29). A quanto pare, le azioni e le parole di Gesù l’hanno colpita al punto che è venuta in cerca di lui.

Mentre Gesù è a tavola, la donna gli si avvicina da dietro e si inginocchia ai suoi piedi. Inizia a piangere e a bagnare con le lacrime i piedi di Gesù. Poi li asciuga con i suoi capelli, li bacia teneramente e li ricopre con l’olio profumato che ha portato con sé. Simone osserva la scena con disprezzo e pensa: “Se fosse un profeta, quest’uomo saprebbe chi è la donna che lo sta toccando, e che tipo di donna è, cioè una peccatrice” (Luca 7:39).

Intuendo i suoi pensieri, Gesù dice: “Simone, ho qualcosa da dirti”. L’uomo risponde: “Maestro, di’ pure!” Gesù prosegue: “Due uomini avevano un debito con un creditore: uno gli doveva 500 denari e l’altro 50. Dal momento che i due non avevano la possibilità di pagare, generosamente il creditore condonò il debito a entrambi. Quindi, chi di loro lo amerà di più?” Forse con aria indifferente, Simone replica: “Credo che sia quello al quale condonò il debito più grande” (Luca 7:40-43).

Gesù è d’accordo. Poi, guardando la donna, dice a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua, ma tu non mi hai dato acqua per i miei piedi; questa donna invece mi ha bagnato i piedi con le sue lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai baciato; questa donna invece, dal momento in cui sono entrato, non ha smesso di baciarmi teneramente i piedi. Tu non mi hai versato olio sulla testa; questa donna invece mi ha versato olio profumato sui piedi”. Gesù comprende che la donna è sinceramente pentita del suo stile di vita immorale. Per questo motivo, conclude dicendo: “Io ti dico che i suoi peccati, benché siano tanti, sono perdonati, perché ha amato tanto. Ma colui al quale è perdonato poco ama poco” (Luca 7:44-47).

Gesù non sta giustificando l’immoralità. Piuttosto, si dimostra compassionevole e comprensivo verso chi si dispiace di aver commesso peccati gravi e va da lui per ricevere ristoro. Che sollievo deve provare questa donna quando Gesù le dice: “I tuoi peccati sono perdonati. [...] La tua fede ti ha salvato; va’ in pace” (Luca 7:48, 50).