GIOVANNI 14:1-31

  • GESÙ ANDRÀ A PREPARARE UN POSTO PER GLI APOSTOLI

  • PROMETTE UN SOCCORRITORE

  • IL PADRE È PIÙ GRANDE DI GESÙ

Dopo aver istituito la Commemorazione, Gesù è ancora insieme agli apostoli nella stanza al piano di sopra. Ora rivolge loro queste parole incoraggianti: “Il vostro cuore non sia turbato. Esercitate fede in Dio, ed esercitate fede anche in me” (Giovanni 13:36; 14:1).

Spiegando perché i suoi fedeli apostoli non dovrebbero essere turbati per il fatto che se ne andrà, Gesù dice: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore. [...] Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi accoglierò a casa presso di me, così che dove sono io siate anche voi”. Ad ogni modo, gli apostoli non capiscono che Gesù si sta riferendo al suo ritorno in cielo. “Signore”, domanda Tommaso, “non sappiamo dove vai. Come facciamo a conoscere la via?” (Giovanni 14:2-5).

“Io sono la via e la verità e la vita”, risponde Gesù. Solo chi ripone fede in lui, accetta i suoi insegnamenti e imita il suo esempio può entrare nella dimora celeste di suo Padre. Infatti Gesù aggiunge: “Nessuno arriva al Padre se non tramite me” (Giovanni 14:6).

Filippo ascolta Gesù con attenzione e gli chiede: “Signore, mostraci il Padre, e questo ci basta”. A quanto pare Filippo desidera che Dio si manifesti loro in qualche modo, forse tramite una visione come quelle avute da Mosè, Elia e Isaia. Comunque, gli apostoli hanno a loro disposizione qualcosa in più rispetto a quelle visioni. Infatti Gesù replica: “Sono stato con voi così tanto tempo, e tu, Filippo, ancora non mi conosci? Chi ha visto me ha visto anche il Padre”. Gesù riflette in maniera perfetta la personalità del Padre ed è per questo che stare con lui e osservarlo è come vedere il Padre. Ovviamente quest’ultimo è maggiore del Figlio e Gesù lo fa ben capire dicendo: “Le cose che vi dico non le dico di mia iniziativa” (Giovanni 14:8-10). Gli apostoli si rendono conto che Gesù sta attribuendo a suo Padre tutto il merito di ciò che insegna.

 In presenza degli apostoli, Gesù ha compiuto opere meravigliose e ha annunciato la buona notizia del Regno di Dio. Ora dice loro: “Chi esercita fede in me farà anche lui le opere che faccio io; anzi, farà opere più grandi di queste” (Giovanni 14:12). Gesù non intende dire che compiranno miracoli più grandi dei suoi. Piuttosto, svolgeranno il loro ministero per un periodo di tempo molto più lungo, in un’area molto più estesa e a favore di molte più persone.

Anche se sta per andarsene, Gesù non abbandonerà gli apostoli. Infatti promette loro: “Se chiederete qualcosa nel mio nome, io lo farò”. Poi aggiunge: “Io mi rivolgerò al Padre, il quale vi darà un altro soccorritore che sia con voi per sempre: lo spirito della verità” (Giovanni 14:14, 16, 17). Con queste parole assicura loro che riceveranno “un altro soccorritore”, cioè lo spirito santo. Questo accadrà il giorno di Pentecoste.

“Tra poco”, prosegue Gesù, “il mondo non mi vedrà più, ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete” (Giovanni 14:19). Oltre ad apparire agli apostoli in forma corporea dopo la sua risurrezione, Gesù in futuro li risusciterà perché vivano con lui in cielo come creature spirituali.

Gesù adesso afferma una semplice verità: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, ecco chi mi ama. E chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi mostrerò chiaramente a lui”. Sentendo queste parole l’apostolo Giuda, detto anche Taddeo, domanda: “Signore, come mai ti vuoi mostrare chiaramente a noi e non al mondo?” Gesù replica: “Se uno mi ama ubbidirà alla mia parola, e il Padre mio lo amerà [...]. Chi non mi ama non ubbidisce alle mie parole” (Giovanni 14:21-24). A differenza dei suoi discepoli, il mondo non riconosce Gesù come la via, la verità e la vita.

Quando Gesù non sarà più con loro, in che modo i discepoli potranno ricordare tutti i suoi insegnamenti? Gesù spiega: “Sarà il soccorritore, lo spirito santo che il Padre manderà nel mio nome, a insegnarvi ogni cosa e a ricordarvi tutto quello che vi ho detto”. Queste parole confortano gli apostoli perché hanno visto quanto è potente lo spirito santo. Gesù aggiunge: “Vi lascio pace; vi do la mia pace [...]. Il vostro cuore non sia turbato né si intimorisca” (Giovanni 14:26, 27). I discepoli non hanno nessun motivo di sentirsi turbati: avranno la guida e la protezione del Padre di Gesù.

A breve vedranno chiaramente la protezione di Dio. Gesù dice: “Viene il governante del mondo, e lui non ha alcun potere su di me” (Giovanni 14:30). Il Diavolo è riuscito a entrare in Giuda e a controllarlo. Ma Gesù non ha alcuna debolezza dovuta al peccato che Satana possa sfruttare per metterlo contro Dio. Il Diavolo non potrà neppure rendere permanente la morte di Gesù. Perché? Gesù afferma: “Faccio proprio come il Padre mi ha comandato di fare”. Gesù è sicuro che suo Padre lo risusciterà (Giovanni 14:31).