Termine spesso utilizzato per fare riferimento ad antichi documenti, ad esempio libri biblici, scritti a mano; la parola deriva dal latino manu scriptus, che significa appunto “scritto a mano”.

Gli antichi manoscritti di solito erano realizzati con pergamena, velino o papiro. La pergamena veniva comunemente prodotta dalle pelli di bovini, pecore o capre; il velino, invece, si otteneva dalle pelli di animali molto giovani; il papiro, che era una forma primitiva di carta, aveva origine dalla pianta di papiro (di cui si utilizzava in particolare il midollo).

I manoscritti originali della Bibbia scomparvero moltissimo tempo fa. Sono state però rinvenute copie molto antiche; tra quelle più rilevanti si possono contare i libri delle Scritture Ebraiche ritrovati tra i Rotoli del Mar Morto. Alcuni di questi rotoli, inclusi i frammenti, sono stati datati al III secolo a.E.V. Si ritiene che siano circa 6.000 i manoscritti delle Scritture Ebraiche, per intero o in parte, attualmente conservati in varie biblioteche. Quanto alle Scritture Greche Cristiane, sono all’incirca 5.300 i manoscritti in lingua greca, e pressappoco 10.000 quelli in latino, oltre alle copie in molte altre lingue.