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Cento ore per i cento anni

In un paese asiatico, una famosa modella e attrice televisiva accettò di studiare la Bibbia. Cominciò subito a mettere in pratica quello che aveva imparato e si sbarazzò degli idoli buddisti e dei libri sullo spiritismo.

Una sua stretta collaboratrice, cercando di dissuaderla, la implorò: “Perché non smetti di studiare soltanto per tre anni e non  ti concentri sulla tua carriera? Dopo potrai riprendere a studiare”.

La donna rispose: “Ho aspettato 24 anni per trovare Geova. Perché dovrei aspettarne altri tre prima di imparare di più sul suo conto?”

La settimana in cui doveva partecipare per la prima volta alla Scuola di Ministero Teocratico fu contattata da una casa cinematografica che le propose un contratto molto vantaggioso di quattro anni a condizione che accettasse qualsiasi ruolo le venisse proposto. Rifiutò l’offerta. Nel maggio del 2014 divenne proclamatrice non battezzata e poco dopo decise che ad agosto avrebbe dedicato cento ore alla predicazione. Quando le fu chiesto il perché, rispose: “Voglio celebrare i cento anni del Regno di Gesù dedicando alla predicazione un’ora per ogni anno in cui Gesù ha regnato”. La donna ha raggiunto il suo obiettivo. Nel gennaio del 2015 si è battezzata e adesso svolge il servizio di pioniera ausiliaria.

Una notte in prigione diventa un’opportunità

In Srī Lanka, quattro sorelle andarono in pullman a predicare in un territorio non assegnato dove le persone sono prevalentemente buddiste. Nel loro secondo giorno di predicazione, le sorelle furono avvicinate da un monaco e da un tassista. In poco tempo furono accerchiate da una trentina di persone infuriate. Arrivò la polizia, e le sorelle furono portate alla centrale e trattenute tutta la notte in prigione sebbene non fosse stata formulata alcuna accusa contro di loro. Furono rinchiuse insieme a criminali incalliti, subirono violenza verbale e fu usato contro  di loro un linguaggio volgare. La loro presenza in prigione, però, si è rivelata un’opportunità per dare testimonianza. Una delle sorelle ha detto: “Ero in carcere insieme a degli assassini, ma ho potuto parlare loro della verità. Erano sorpresi che fossi lì e avevano molte domande sulle mie convinzioni religiose. Una persona mi ha persino chiesto: ‘Perché sei così felice?’”

Srī Lanka: Quattro sorelle vanno in pullman a predicare in un territorio non assegnato

La più alta corte dello Srī Lanka ha accettato l’istanza di tutela dei diritti fondamentali presentata contro la polizia per aver tenuto le donne in stato di detenzione senza un’accusa fondata. Il caso è ancora in attesa di giudizio.

Aiuto per una donna costretta a letto

Michiko, una pioniera del Giappone, studiava in lingua dei segni con una donna anziana che era in ospedale. La sorella chiese al personale dell’ospedale se c’erano altri pazienti con cui potesse parlare. Così Michiko incontrò Kazumi, una donna in grado di sentire ma non di parlare. Kazumi era costretta a letto a seguito di un incidente automobilistico avuto all’età di 23 anni e non poteva né deglutire cibo né bere acqua. Aveva molte domande e accettò subito di studiare la Bibbia.

Giappone: A Kazumi piace scrivere lettere incoraggianti

Michiko faceva le domande e Kazumi indicava le risposte nei paragrafi con le mani oppure le scriveva. Quando Kazumi si procurò un telefono cellulare, Michiko poté trattare con lei la scrittura del giorno tutte le mattine. Anche se la sua salute peggiorava, Kazumi continuò a crescere spiritualmente fino al punto che espresse il desiderio di diventare testimone di Geova. A 61 anni, dopo aver  studiato per 13 anni, Kazumi è diventata una proclamatrice non battezzata.

Dato che Kazumi è costretta a letto, la congregazione ha disposto che si colleghi per seguire il programma delle adunanze e delle assemblee. Durante le adunanze, alcune sorelle della congregazione leggono i commenti che lei prepara.

Kazumi scrive calorose e incoraggianti lettere a ogni studente biblico che assiste alle adunanze. Dà testimonianza al personale dell’ospedale e a chi va a trovarla. Kazumi dice loro: “Se studiate la Bibbia sarete felici”.

Un monaco conosce la verità

In un paese del Sud-Est asiatico, una sorella andò in ospedale per una visita oculistica e incontrò un monaco.  Gli chiese: “Le piacerebbe godere di salute perfetta e vivere per sempre in un posto stupendo?” Ne seguì una conversazione amichevole e la sorella diede al monaco l’opuscolo Ascoltate Dio. Il monaco le diede il suo numero di telefono, e la sorella lo passò a un fratello della congregazione. Poco dopo, il fratello si mise in contatto con il monaco e lo invitò ad assistere al discorso speciale. All’uomo piacque molto l’adunanza, specialmente i cantici del Regno. Inoltre, fu colpito dal fatto che tutti gli avessero dato un caloroso benvenuto.

Quando il monaco chiese se i Testimoni avessero delle università religiose o dei seminari, il fratello rispose che i Testimoni tengono dei corsi individuali di studio della Bibbia, e si offrì di studiare con lui. La settimana successiva, il monaco aveva già studiato per conto proprio il primo capitolo del libro Cosa insegna realmente la Bibbia? Continuò a studiare e iniziò ad assistere alle adunanze e a commentare durante lo studio Torre di Guardia.

In seguito il monaco assisté a un’assemblea di circoscrizione, e il rappresentante della filiale lo invitò a visitare la Betel. La settimana dopo, il monaco fece un viaggio di circa 10 ore per andare alla Betel, dove fu accolto calorosamente. Alla fine del febbraio 2015 ha abbandonato la vita da monaco e ora continua a studiare la Bibbia e a partecipare alle adunanze.

Si era persa ma è stata ritrovata

Non molto tempo fa, una coppia di pionieri fu mandata nell’India nord-orientale, dove la buona notizia non veniva predicata da molti anni. I pionieri trovarono tante persone interessate alla verità e cercavano un luogo adatto in cui tenere le adunanze. Mentre stavano andando a tenere uno studio biblico, videro un edificio in costruzione e lo  oltrepassarono, ma poi decisero di tornare indietro per chiedere informazioni. Dietro l’edificio incontrarono una donna anziana e le dissero che erano testimoni di Geova. Il volto della donna si illuminò. Disse: “Anche io sono una testimone di Geova”, e li invitò molto gentilmente a entrare in casa. Mostrò loro la sua collezione di pubblicazioni degli anni ’70 e ’80. La donna aveva studiato con dei pionieri 30 anni prima e aveva assistito a qualche adunanza nonostante l’opposizione del marito. Era convinta di aver trovato la verità ma poi, quando i pionieri lasciarono quella zona, perse i contatti con l’organizzazione. Tutti i suoi figli si unirono a varie chiese, ma lei non volle frequentarne nessuna.

India: Una donna interessata alla verità mostra la sua collezione di pubblicazioni degli anni ’70 e ’80

 Da qualche tempo i figli della donna avevano cominciato a fare pressioni su di lei perché si registrasse come aderente alla Chiesa Cattolica e potesse così avere alla sua morte un funerale cattolico. Addirittura in un’occasione sua sorella la stava portando in chiesa per farla registrare, ma a motivo del traffico dovettero tornare indietro. La sorella le disse che sarebbero andate in chiesa il giorno successivo, ma si ammalò. Fu proprio quel pomeriggio che i pionieri incontrarono la donna. Adesso studia di nuovo la Bibbia, assiste alle adunanze e incoraggia anche i figli e i nipoti a studiare.