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Testimoni di Geova

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Annuario dei Testimoni di Geova del 2015

 REPUBBLICA DOMINICANA

Rischiano di essere arrestati

Rischiano di essere arrestati

“Cauti come serpenti e innocenti come colombe”

Era estremamente importante che nel periodo in cui l’opera era vietata i fedeli servitori di Geova continuassero a ricevere cibo spirituale. Tuttavia questo comportava dei rischi. In quegli anni molti fratelli vennero arrestati e condannati a diverse pene detentive.

“Quando conobbi la verità nel 1953”, spiega Juanita Borges, “sapevo bene che come testimone di Geova correvo il rischio di essere arrestata, e questo è proprio ciò che accadde. Nel novembre del 1958, mentre mi trovavo dalla sorella Eneida Suárez, arrivò la polizia segreta che ci accusò sostenendo che stessimo tenendo un’adunanza. Fummo condannate a tre mesi di carcere, ed entrambe dovemmo pagare una multa di 100 pesos, allora equivalenti a 100 dollari”.

La polizia segreta conservava elenchi dettagliati dei nostri fratelli.

Il governo faceva di tutto per impedire ai Testimoni di radunarsi, ma i fratelli non si lasciarono intimidire. Ciò nonostante dovevano essere “cauti come serpenti e innocenti  come colombe” (Matt. 10:16). La sorella Andrea Almánzar ricorda: “Alle adunanze dovevamo arrivare in orari diversi, e spesso la sera si faceva molto tardi perché dovevamo andare via un po’ alla volta in modo da non creare sospetti”.

Jeremías Glass, nato nel periodo in cui suo padre León era in prigione, divenne proclamatore nel 1957 all’età di sette anni. Ricorda ancora le adunanze segrete che si tenevano in casa sua e le precauzioni che venivano prese per non essere scoperti. “Tutti i presenti ricevevano un cartoncino con un numero che indicava l’ordine in cui uscire di casa”, spiega Jeremías. “Quando finiva l’adunanza, mio padre mi faceva stare vicino alla porta per controllare i numeri sui cartoncini e indicare ai fratelli di allontanarsi a due a due seguendo percorsi diversi”.

Un altro accorgimento era quello di programmare le adunanze in orari in cui c’erano meno probabilità di essere scoperti, e l’esperienza di Mercedes García ne è un esempio. Mercedes conobbe la verità dallo zio Pablo González. Quando aveva soltanto sette anni, sua madre morì e suo padre era in carcere, quindi sia lei che i suoi nove fratelli e sorelle si ritrovarono da soli. Mercedes si battezzò nel 1959 all’età di nove anni. Per evitare di essere scoperti, i fratelli tennero il discorso del battesimo alle tre e mezza del mattino a casa di un fratello, e l’immersione si fece nel fiume Ozama, che attraversa la capitale. Mercedes racconta: “Eravamo di ritorno a casa verso le cinque e mezza del mattino mentre il resto del vicinato si stava ancora svegliando”.