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Numeri 11:1-35

SOMMARIO

  • Dio fa divampare un fuoco a causa delle lamentele (1-3)

  • Il popolo chiede carne (4-9)

  • Mosè si sente inadeguato (10-15)

  • Geova dà il suo spirito a 70 anziani (16-25)

  • Eldad e Medad; Giosuè geloso per Mosè (26-30)

  • Quaglie; punita l’avidità del popolo (31-35)

11  Ora gli israeliti iniziarono a lamentarsi aspramente davanti a Geova. Quando li udì, Geova si infuriò, e un fuoco da Geova divampò contro di loro e consumò alcuni alle estremità dell’accampamento.  Allora cominciarono a gridare a Mosè, e lui supplicò Geova+ e il fuoco si estinse.  Perciò a quel luogo fu dato il nome di Tabèra,* perché un fuoco da Geova era divampato contro di loro.+  Poi la folla mista*+ che era in mezzo a loro manifestò desideri egoistici;+ anche gli israeliti ricominciarono a piangere, e dicevano: “Chi ci darà carne da mangiare?+  Che bei ricordi abbiamo del pesce che senza pagare nulla mangiavamo in Egitto! Per non parlare dei cetrioli, dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell’aglio!+  Ma adesso ci stiamo* indebolendo. Non vediamo altro che questa manna”.+  La manna+ era come il seme di coriandolo+ e aveva l’aspetto dello bdellio.*  Il popolo andava in giro a raccoglierla e la macinava con macine a mano o la pestava nel mortaio, poi la cuoceva in pentole o ne faceva pani rotondi.+ La manna aveva il sapore di una focaccia dolce all’olio.  Quando di notte la rugiada scendeva sull’accampamento, scendeva anche la manna.+ 10  Mosè sentì piangere tutte le famiglie del popolo, ogni uomo all’ingresso della propria tenda. E Geova si adirò moltissimo,+ e anche Mosè era molto amareggiato. 11  Allora Mosè disse a Geova: “Perché fai soffrire il tuo servitore? Perché non ho la tua approvazione, tanto che carichi su di me il peso di tutto questo popolo?+ 12  Sono stato io a concepire tutto questo popolo? Sono stato io a metterlo al mondo, così che tu mi dica: ‘Portalo in braccio, come fa chi si prende cura di un bambino piccolo’, perché lo conduca nel paese che giurasti di dare ai suoi antenati?+ 13  Dove posso trovare carne da dare a tutto questo popolo che continua a piangere davanti a me e a dire: ‘Dacci carne da mangiare!’? 14  Non ce la faccio da solo a portare il peso di tutto questo popolo; è troppo per me.+ 15  Se hai intenzione di trattarmi così, ti prego, uccidimi ora.+ Se ho la tua approvazione, non farmi soffrire più”. 16  Geova rispose a Mosè: “Raduna 70 uomini tra gli anziani d’Israele, uomini che tu riconosci come* anziani e responsabili del popolo;+ portali alla tenda dell’incontro e falli stare lì con te. 17  Io scenderò+ e parlerò lì con te;+ toglierò parte dello spirito+ che è su di te e lo porrò su di loro, perché ti aiutino a portare il peso del popolo, così che tu non debba farlo da solo.+ 18  Devi dire al popolo: ‘Santificatevi per domani,+ perché sicuramente mangerete carne, dato che avete pianto e Geova vi ha sentito.+ “Chi ci darà carne da mangiare? Stavamo meglio in Egitto”, avete detto.+ Geova vi darà sicuramente carne, e voi la mangerete.+ 19  La mangerete, non per un solo giorno né per 2 né per 5 né per 10 né per 20 giorni, 20  ma per un mese intero, finché vi esca dal naso e vi disgusti,+ perché avete rigettato Geova, che è in mezzo a voi, e piangendo davanti a lui avete detto: “Perché siamo usciti dall’Egitto?”’”+ 21  Allora Mosè disse: “Il popolo in mezzo al quale mi trovo è composto da 600.000 uomini,*+ eppure tu stesso hai detto: ‘Darò loro carne, e ne mangeranno per un mese intero’. 22  Anche se venissero scannate intere greggi e mandrie, sarebbero sufficienti per loro? O anche se venisse pescato tutto il pesce del mare, sarebbe sufficiente per loro?” 23  Geova rispose a Mosè: “La mano di Geova è forse troppo corta?+ Ora vedrai se quello che dico accadrà o no”. 24  Quindi Mosè uscì e riferì al popolo le parole di Geova. E radunò 70 uomini tra gli anziani del popolo e li fece stare intorno alla tenda.+ 25  Allora Geova scese in una nuvola,+ gli parlò,+ tolse parte dello spirito+ che era su di lui e lo pose su ciascuno dei 70 anziani. E appena lo spirito si posò su di loro, iniziarono a comportarsi da profeti;*+ ma in seguito non lo fecero più. 26  Due di quegli uomini erano rimasti nell’accampamento. Si chiamavano Eldàd e Medàd. E lo spirito si posava su di loro, perché erano fra quelli i cui nomi erano stati scritti, ma non erano andati alla tenda. Iniziarono dunque a comportarsi da profeti nell’accampamento. 27  E un giovane corse da Mosè e gli riferì: “Eldàd e Medàd si comportano da profeti nell’accampamento!” 28  Quindi Giosuè,+ figlio di Nun e servitore di Mosè sin da quando era giovane, prese la parola e disse: “Mosè, mio signore, falli smettere!”+ 29  Ma Mosè gli disse: “Sei geloso per me? Non esserlo; io vorrei che tutti i componenti del popolo di Geova fossero profeti e che Geova ponesse su di loro il suo spirito!” 30  Mosè tornò poi all’accampamento insieme agli anziani d’Israele. 31  E si alzò un vento da Geova che portò quaglie dal mare e le fece cadere intorno all’accampamento+ per circa un giorno di viaggio da un lato e per circa un giorno di viaggio dall’altro, tutt’intorno all’accampamento, e per terra c’erano quaglie per circa 2 cubiti* di altezza. 32  Allora il popolo stette in piedi tutto quel giorno, tutta la notte e tutto il giorno dopo a raccogliere le quaglie. Nessuno ne raccolse meno di 10 hòmer,* e le disponevano tutt’intorno all’accampamento.* 33  La carne era ancora fra i loro denti, prima che la potessero masticare, quando l’ira di Geova divampò contro il popolo, e Geova colpiva il popolo con una grandissima strage.+ 34  Perciò a quel luogo diedero il nome di Chibròt-Attaàva,*+ perché là seppellirono quelli che avevano mostrato brama egoistica.+ 35  Da Chibròt-Attaàva il popolo partì per Hazeròt, e restò ad Hazeròt.+

Note in calce

Significa “incendio”, ovvero conflagrazione, fiammata.
A quanto pare i non israeliti che erano tra loro.
O “le nostre anime si stanno”.
Vedi nt. a Gen 2:12.
O “conosciuti da te come”, “che sai essere”.
Lett. “600.000 a piedi”, evidentemente idonei alla guerra.
O “a profetizzare”.
Un cubito corrispondeva a 44,5 cm. Vedi App. B14.
Un hòmer corrispondeva a 220 l. Vedi App. B14.
Forse allo scopo di seccarne la carne.
Significa “luoghi di sepoltura della brama”.