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Testimoni di Geova

Italiano

La Bibbia online | TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO DELLE SACRE SCRITTURE (EDIZIONE 1987) Vedi la revisione del 2017

Giobbe 13:1-28

13  “Ecco, il mio occhio ha visto tutto questo,Il mio orecchio ha udito e lo considera.   Ciò che voi sapete lo so bene anch’io;Non sono inferiore a voi.*+   Comunque, io, da parte mia, parlerei all’Onnipotente stesso,+E nell’argomentare con Dio* proverei diletto.   D’altra parte, voi siete spacciatori di falsità;+Siete tutti medici di nessun valore.+   Se solo taceste del tutto,Affinché ciò mostrasse d’essere sapienza da parte vostra!+   Udite, vi prego, i miei argomenti contrari,+E prestate attenzione alle perorazioni delle mie labbra.   Proferirete voi ingiustizia per Dio stesso,E proferirete per lui inganno?+   Lo tratterete con parzialità,+O contenderete in giudizio per il [vero] Dio?   Sarebbe bene che egli vi sondasse?+O vi prenderete gioco di lui come uno si prende gioco dell’uomo mortale? 10  Positivamente egli vi riprenderà+Se in segreto cercate di mostrare parzialità;*+ 11  La sua medesima dignità non vi farà sussultare di spavento,E non cadrà su di voi il medesimo terrore di lui?+ 12  I vostri detti memorabili sono proverbi di cenere;Le borchie dei vostri scudi* sono borchie d’argilla.+ 13  Tacete dinanzi a me, affinché io stesso parli.Quindi venga su di me qualunque cosa essa sia! 14  Perché porto io la mia carne nei miei dentiE pongo la mia propria anima* nella palma della mia mano?+ 15  Perfino se egli mi uccidesse, non aspetterei io?*+Solo gli argomenterei in faccia per le mie proprie vie. 16  Egli* sarebbe anche la mia salvezza,+Poiché dinanzi a lui non entrerà nessun apostata.+ 17  Udite la mia parola sino in fondo,+E sia la mia dichiarazione nei vostri orecchi. 18  Ecco, vi prego, ho presentato un caso giudiziario;+So bene che io stesso sono nel giusto. 19  Chi è colui che contenderà con me?+Poiché se ora io tacessi semplicemente spirerei! 20  Solo non farmi* due cose;In tal caso non mi nasconderò semplicemente a motivo tuo;+ 21  Allontana di sopra a me la tua propria mano,E lo spavento di te non mi atterrisca.+ 22  O chiama[mi] affinché io stesso risponda;O che io parli, e tu dammi risposta. 23  In che modo ho io errori e peccati?Fammi conoscere la mia propria rivolta e il mio proprio peccato. 24  Perché nascondi la tua medesima faccia+E mi reputi come tuo nemico?+ 25  Farai tremare una semplice foglia sospinta [dal vento],O continuerai a inseguire la semplice stoppia secca? 26  Poiché continui a scrivere contro di me cose amare+E mi fai possedere [le conseguenze de]gli errori della mia giovinezza.+ 27  Inoltre tieni i miei piedi nei ceppi,+E guardi tutti i miei sentieri;Per le piante* dei miei piedi tracci la tua propria linea. 28  Ed egli* è come qualcosa di marcio* che si consuma;+Come una veste che la tignola realmente divora.+

Note in calce

Vedi nt. a 12:3.
“Dio”: ebr. ʼEl.
“Mostrare parzialità”, M; TSyVg, “trattarlo con parzialità”.
O, “le vostre trincee”.
“E . . . la mia propria anima”: ebr. wenafshì; gr. psychèn; lat. animam. Cfr. Gdc 12:3; 1Sa 19:5.
O, “io non aspetterei”, M; MmargineTSyVg, “io lo aspetterei”.
O, “Questo”.
“Farmi”: il verbo ebr. è sing. per concordare con “tu”, “tuo”, “te” riferiti a Dio nei vv. 20-27.
Lett. “radici”.
“Egli”, cioè Giobbe.
“Qualcosa di marcio (marciume)”, MVg; LXX, “borsa di pelle”; Sy, “borsa di cuoio”.