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Testimoni di Geova

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13 LUGLIO 2016
COREA DEL SUD

I Testimoni di Geova in prigione nella Corea del Sud presentano ulteriori reclami

I Testimoni di Geova in prigione nella Corea del Sud presentano ulteriori reclami

Dal gennaio 2016, oltre 50 obiettori di coscienza sudcoreani hanno presentato reclami al Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria (Gruppo di lavoro). Gli obiettori ritengono il governo sudcoreano colpevole di detenzione arbitraria per averli imprigionati a motivo del loro legittimo esercizio della libertà di religione e di coscienza.

La base per i reclami

Due organi delle Nazioni Unite, il Gruppo di lavoro e il Comitato per i Diritti Umani, hanno stabilito che imprigionare chi rifiuta di svolgere il servizio militare per motivi di coscienza costituisce “detenzione arbitraria”. * Nel 2014 il Comitato aveva stabilito che il governo della Corea del Sud avrebbe dovuto smettere di condannare ingiustamente gli obiettori di coscienza, risarcire coloro che erano stati imprigionati e cancellare i precedenti penali a loro carico. Sulla base di quella decisione un totale di 682 Testimoni sudcoreani hanno presentato reclami al Gruppo di lavoro. *

Valutazione nazionale e internazionale

Il Gruppo di lavoro sottoporrà i reclami all’attenzione del governo della Corea del Sud e fornirà la propria opinione in seguito alla risposta del governo. Se il Gruppo di lavoro sarà d’accordo con i reclami, ritenendo la Corea del Sud colpevole di detenzione arbitraria, richiederà al governo di prendere le misure necessarie per rimediare alla condanna degli obiettori di coscienza e per impedire che l’ingiustizia si ripeta.

Inoltre, la costituzionalità della legge sul servizio militare è ancora sotto esame presso la Corte Costituzionale della Corea del Sud, e la decisione è imminente. La Corte è a conoscenza degli oltre 600 reclami presentati al Gruppo di lavoro, ed è anche consapevole del fatto che il Comitato per i Diritti Umani dell’ONU ha sollecitato ripetute volte la Corea del Sud affinché riconosca il diritto all’obiezione di coscienza e provveda un programma di servizio civile alternativo a quello militare. La comunità internazionale segue attentamente gli sviluppi per vedere se la più alta corte della Corea del Sud difenderà il diritto fondamentale all’obiezione di coscienza al servizio militare.

^ par. 4 Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, pareri adottati dal Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria, parere n. 16/2008 (Turchia), doc. ONU A/HRC/10/21/Add.1, p. 145, par. 38 (9 maggio 2008). Comitato per i Diritti Umani, osservazioni, Young-kwan Kim et al. v. Korea, comunicato n. 2179/2012, doc. ONU CCPR/C/112/D/2179/2012, par. 7.5 (15 ottobre 2014).

^ par. 4 Nel 2015 sono stati presentati reclami da parte di 631 obiettori di coscienza e, finora, nel 2016 da parte di altri 51.