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Testimoni di Geova

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AZERBAIGIAN

In prigione a motivo della loro fede

In prigione a motivo della loro fede

L’Azerbaigian continua a punire i Testimoni di Geova a motivo della loro fede. Vengono condannati dai tribunali perché si riuniscono per adorare Dio, parlano ad altri della propria fede e rifiutano di prestare servizio militare per motivi di coscienza. Spesso i giudici li condannano a pesanti sanzioni e a pene detentive.

In prigione per aver parlato ad altri delle proprie convinzioni religiose

Il 17 dicembre 2015 è stato avviato il processo alle due testimoni di Geova, Irina Zakarčenko e Valida Žabrajilova, presso il Tribunale distrettuale di Pirallahi, a Baku. Le due donne sono state tenute in custodia cautelare in carcere dal 17 febbraio 2015, incriminate per aver distribuito pubblicazioni religiose senza un “regolare permesso”.

I dieci mesi di detenzione hanno avuto gravi ripercussioni sul loro stato emotivo e fisico. Eppure, durante la prima udienza, il giudice ha respinto tutti gli appelli per commutare la detenzione in arresti domiciliari. La prossima udienza è fissata per il 7 gennaio 2016.

L’Azerbaigian non adempie i suoi obblighi

A maggio del 2011 un rapporto della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) del Consiglio d’Europa esortava più volte il governo dell’Azerbaigian ad assicurarsi che “la legislazione vigente [...] rispetti appieno la libertà di religione come garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Nel 2012 la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa ha pubblicato raccomandazioni dettagliate perché si cambi la legge dell’Azerbaigian in merito alla libertà di credo religioso, affermando: “La Legge contiene alcune norme piuttosto restrittive in conflitto con gli standard internazionali. [...] Si raccomanda la riformulazione delle disposizioni inerenti a questioni fondamentali, quali l’ambito di applicazione della legge e la determinazione degli aventi diritto alla libertà di religione e di coscienza, la registrazione, l’autonomia e lo scioglimento di comunità religiose, l’obiezione di coscienza, la questione del proselitismo, la produzione e la distribuzione di materiale a carattere religioso”.

L’Azerbaigian si rifiuta anche di rispettare il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare. Quando presentò domanda di ammissione al Consiglio d’Europa nel 1996, l’Azerbaigian si impegnò (1) ad adottare una legge sul servizio civile alternativo entro i successivi due anni, (2) a scagionare tutti gli obiettori di coscienza imprigionati e (3) a permettere agli obiettori di coscienza di optare per un servizio civile alternativo. Dopo oltre 13 anni da che è divenuto membro del Consiglio d’Europa, il paese non ha ancora mantenuto gli obblighi assunti.

Il rapporto del maggio del 2011 già citato in precedenza affermava: “L’ECRI esorta le autorità azere ad adottare rapidamente una legge sul servizio civile alternativo che sia in accordo con le normative europee. [...] Ripete inoltre la vigorosa raccomandazione alle autorità a non perseguire o imprigionare coloro che rifiutano di prestare servizio militare, ma piuttosto a fornire loro la possibilità di svolgere i propri doveri sociali in modo da rispettare la propria obiezione di coscienza al servizio militare”.

L’Azerbaigian dimostrerà la tolleranza religiosa che dice di avere?

Il 25 giugno 2015 la Commissione di Helsinki degli Stati Uniti ha espresso la sua preoccupazione per “il recente aumento delle pressioni esercitate in Azerbaigian sulle minoranze religiose, in particolare sui Testimoni di Geova”. Il presidente della commissione, Chris Smith, ha affermato: “Il governo si vanta spesso di tutelare la libertà di culto, ma in realtà mette in prigione molte persone per le loro attività religiose. Faccio un appello al governo dell’Azerbaigian perché rilasci subito Irina Zakarčenko e Valida Žabrajilova”.

I Testimoni di Geova di tutto il mondo sono sconcertati per quanto è accaduto a Irina Zakarčenko e Valida Žabrajilova. Il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha presentato una richiesta formale per commutare la detenzione di Irina Zakarčenko in arresti domiciliari. I familiari e gli amici si uniscono all’appello di Irina Zakarčenko e Valida Žabrajilova rivolto al governo dell’Azerbaigian per l’immediato rilascio e scagionamento.

Cronologia

  1. 17 dicembre 2015

    Il Tribunale distrettuale di Pirallahi, a Baku, respinge tutti gli appelli per il rilascio di Irina Zakarčenko e Valida Žabrajilova. La prossima udienza è fissata per il 7 gennaio 2016.

  2. 4 settembre 2015

    Il Tribunale distrettuale di Sabail, a Baku, posticipa la fine della custodia cautelare di Irina Zakarčenko e Valida Žabrajilova al 17 dicembre 2015, portando così il periodo di detenzione a 10 mesi.

  3. 7 maggio 2015 e 4 luglio 2015

    Il Tribunale distrettuale di Sabail, a Baku, prolunga la custodia cautelare di Irina Zakarčenko e Valida Žabrajilova.

  4. 17 febbraio 2015

    Il Tribunale distrettuale di Sabail a Baku ordina l’immediata incarcerazione di Irina Zakarčenko e Valida Žabrajilova perché scontino tre mesi di custodia cautelare. Sono accusate di aver distribuito illegalmente pubblicazioni religiose.

  5. 12 marzo 2013

    Kamran Mirzaev, testimone di Geova, viene imprigionato e condannato a nove mesi di detenzione per la sua obiezione di coscienza al servizio militare. Poi, mentre sconta la sua condanna, un’amnistia porta al suo rilascio dalla prigione.

  6. 25 settembre 2012

    Fakhraddin Mirzaev, testimone di Geova, viene condannato a un anno di carcere per la sua obiezione di coscienza al servizio militare.

  7. 8 settembre 2010

    Farid Mammadov, testimone di Geova, viene condannato a nove mesi di carcere per la sua obiezione di coscienza al servizio militare.

  8. 19 agosto 2009

    Mušfig Mammedov viene di nuovo arrestato per la sua obiezione di coscienza al servizio militare, messo in custodia cautelare e sanzionato per la seconda volta.

  9. 7 marzo 2008

    Gli avvocati di Mušfig Mammedov e di Samir Khusejnov presentano alla Corte europea dei diritti dell’uomo un ricorso contro l’Azerbaigian, che persegue i due Testimoni per obiezione di coscienza al servizio militare.

  10. 4 ottobre 2007

    Samir Khusejnov, testimone di Geova, viene imprigionato con una condanna di dieci mesi per la sua obiezione di coscienza al servizio militare.

  11. 2006

    Mušfig Mammedov, testimone di Geova, viene messo in custodia cautelare e condannato a sei mesi di libertà condizionata per essersi rifiutato di prestare servizio militare.