Il 26 settembre 2012 la Corte Suprema dell’Ucraina ha sventato un illecito tentativo di espropriare una consistente parte della proprietà su cui sorge la filiale ucraina dei Testimoni di Geova.

Il terreno era stato regolarmente acquistato dai Testimoni nel 1998. Tuttavia, nel 2008 il proprietario precedente lo aveva venduto di nuovo, questa volta al Centro per lo Sviluppo Sportivo. Azioni di questo tipo sono note in Ucraina come furti di proprietà immobiliari.

Il Tribunale economico locale aveva ritenuto valido il contratto di vendita al Centro per lo Sviluppo Sportivo, e i ricorsi presentati dai Testimoni erano stati respinti.

Alla fine la giustizia ha trionfato. Nel dicembre 2011 il Tribunale economico superiore ha emesso una sentenza favorevole ai Testimoni e nell’aprile 2012 ha respinto il ricorso del Centro per lo Sviluppo Sportivo, confermando così che i Testimoni di Geova erano i legittimi proprietari. Tre mesi dopo il Tribunale economico d’appello di Leopoli (L’viv) ha annullato la sentenza illegittima del tribunale locale, che aveva riconosciuto al Centro per lo Sviluppo Sportivo il diritto alla proprietà.

In un ultimo tentativo di rivendicare il diritto di proprietà, il Centro per lo Sviluppo Sportivo ha impugnato presso la Corte Suprema dell’Ucraina la sentenza emessa in aprile. Il 26 settembre la Corte ha prontamente ed encomiabilmente respinto il ricorso, decidendo così sulla questione in maniera definitiva.

Se l’espropriazione fosse riuscita, i Testimoni di Geova avrebbero perso il loro centro amministrativo e una parte consistente della loro proprietà, cosa che avrebbe ostacolato le attività che svolgono presso la filiale ucraina.