Il prossimo marzo sarà passato un anno da che le autorità hanno imprigionato Bahram Hemdemov per aver tenuto una pacifica riunione religiosa nella sua casa a Türkmenabat, in Turkmenistan. Il 14 marzo 2015 la polizia ha fatto irruzione in casa sua e lo ha messo sotto custodia. In seguito Bahram è stato percosso, condannato a quattro anni di detenzione e internato nel campo di lavoro di Seydi.

La Costituzione del Turkmenistan garantisce il diritto all’“esercizio di qualsiasi religione, da soli o in associazione con altri” e il diritto alla “libertà di convinzione e la libera espressione di tali convinzioni”. Eppure Bahram si trova ancora in prigione in condizioni estremamente dure semplicemente per aver praticato la propria fede. I Testimoni di Geova chiedono rispettosamente che venga rilasciato.