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RUSSIA

In prigione a motivo della loro fede

In prigione a motivo della loro fede

Le autorità russe persistono nel loro violento attacco contro i Testimoni di Geova conducendo una campagna del terrore che ricorda l’era sovietica. Fino al 18 ottobre 2021 c’erano 65 Testimoni sotto custodia cautelare o condannati alla prigione, 30 agli arresti domiciliari e 248 a cui non era permesso di lasciare la città in cui vivono. Tutti sono stati accusati di aver organizzato le attività di un’organizzazione “estremista”, di avervi partecipato o di averle finanziate. Al momento almeno 436 Testimoni di età compresa tra i 20 e i 91 anni sono indagati.

I funzionari tentano di giustificare le proprie azioni citando la decisione dell’aprile 2017 di sciogliere gli enti giuridici dei Testimoni e applicando erroneamente l’articolo 282 del Codice Penale della Federazione Russa riguardante le attività estremiste. La verità è che stanno perseguendo i Testimoni di Geova per il fatto che svolgono pacifiche attività religiose. Se condannati, alcuni di coloro che sono stati arrestati rischiano fino a 10 anni di carcere.

Schema ricorrente di arresti e detenzioni di testimoni di Geova in Russia

Dal febbraio 2018 gli agenti delle forze dell’ordine hanno seguito uno stesso schema nell’arrestare e detenere i Testimoni. Poliziotti bene armati entrano con la forza nelle case dei Testimoni, spesso puntano la pistola alla testa di quelli che vi abitano — bambini e anziani inclusi — e li costringono a gettarsi a terra. Mentre perquisiscono l’abitazione, gli agenti sequestrano gli effetti personali e trattengono alcuni Testimoni per interrogarli ulteriormente. Gli inquirenti formulano un atto di accusa per presunta attività estremista nei confronti di alcuni Testimoni in particolare e chiedono ai tribunali di ordinarne la custodia cautelare. Una volta che i Testimoni sono stati incarcerati, il pubblico ministero richiede che il periodo di custodia cautelare venga prorogato, e di solito il giudice accoglie la richiesta. Segue una sintesi degli avvenimenti riguardanti i 17 Testimoni processati e condannati alla prigione con l’accusa di estremismo. *

Il 16 maggio 2019 agenti di polizia e del Servizio Federale di Sicurezza (FSB) fanno irruzione in sette abitazioni nella regione di Volgograd. Due giorni dopo il giudice del tribunale distrettuale dispone che Igor’ Egozarjan, Sergej Mel’nik e Valerij Rogozin vengano messi in custodia cautelare, condizione in cui rimangono per sette mesi. Il 23 settembre 2021, dopo 55 udienze, il Tribunale distrettuale Traktorozavodskij di Volgograd condanna Egozarjan e Mel’nik a sei anni di reclusione e Rogozin a sei anni e cinque mesi.

La mattina presto del 7 aprile 2021 tre agenti di sicurezza armati, quattro agenti investigativi e altri due agenti entrano con la forza in casa del sessantenne Vasilij Meleško e la perquisiscono. Successivamente Meleško viene incriminato per “aver pronunciato e ascoltato discorsi basati su pubblicazioni religiose” e “aver partecipato a discussioni di gruppo su libri religiosi”. L’11 agosto 2021, dopo un processo durato solo due giorni, il Tribunale distrettuale Abinskij del territorio di Krasnodar condanna Meleško a tre anni di reclusione.

Nell’estate del 2018 l’FSB avvia un procedimento penale contro Aleksej Berčuk e Dmitrij Golik. Il 30 giugno 2021, dopo 51 udienze in tribunale, Berčuk viene condannato a otto anni di reclusione. Questa è la condanna più lunga e più severa inflitta a un testimone di Geova da quando nel 2017 la Corte suprema ha proscritto le attività dei Testimoni. Golik viene condannato a sette anni di reclusione. Il 2 settembre 2021 il Tribunale regionale dell’Amur respinge il loro appello. La condanna di Berčuk rimane invariata, mentre quella di Golik viene ridotta di 10 mesi.

Valentina Baranovskaja viene arrestata il 10 aprile 2019 dopo che ad Abakan dei poliziotti armati hanno fatto irruzione in quattro abitazioni di testimoni di Geova, tra cui la sua. Con lei viene arrestato anche suo figlio, Roman Baranovskij. Gli agenti sequestrano Bibbie, dispositivi elettronici e documenti personali. In seguito viene avviato un procedimento penale nei loro confronti. Il 24 febbraio 2021 il Tribunale cittadino di Abakan, nella Repubblica di Hakasija, condanna la Baranovskaja a due anni di reclusione. È la prima volta che una Testimone viene condannata alla prigione per aver praticato la sua fede. La sorella Baranovskaja ha 70 anni e nel luglio 2020 ha avuto un ictus. Il tribunale condanna inoltre Baranovskij a sei anni di carcere.

Aleksandr Ivšin, che ora ha 64 anni, viene incriminato il 23 aprile 2020. Tra i “reati” di cui è ritenuto colpevole ci sono l’aver organizzato funzioni religiose in videoconferenza e aver cantato canti religiosi. Mentre le autorità perquisiscono la sua abitazione Ivšin ha una crisi ipertensiva. Qualche mese dopo la perquisizione gli viene sequestrata l’auto. Il 10 febbraio 2021 il Tribunale distrettuale Abinskij, del territorio di Krasnodar, lo giudica colpevole e lo condanna a sette anni e mezzo di reclusione.

Dennis Christensen ottiene il rilascio anticipato dopo aver scontato più di tre dei sei anni della sua pena detentiva. Il 23 giugno 2020 il Tribunale distrettuale L’govskij della regione di Kursk stabilisce che la restante parte della pena sia commutata in una multa di 400.000 rubli (poco più di 5.100 euro). Tuttavia, il procuratore regionale di Kursk, Aleksej Šatunov, chiede l’annullamento della decisione presa dal tribunale. I motivi della richiesta si basano su rapporti negativi privi di fondamento che l’autorità carceraria ha presentato riguardo a Christensen. Per questo motivo Dennis Christensen rimane in prigione fino alla nuova udienza, che non è ancora stata fissata. Nel frattempo Christensen, a motivo di piccole presunte violazioni delle regole del carcere, viene rinchiuso in una cella di punizione per 10 giorni nonostante i suoi diversi problemi di salute.

Dennis Christensen, un cittadino danese che ora ha 48 anni, viene arrestato a Orël il 25 maggio 2017, quando poliziotti e agenti del Servizio Federale di Sicurezza armati di tutto punto interrompono una pacifica riunione religiosa settimanale dei Testimoni di Geova alla quale stava assistendo. Dopo un processo penale durato quasi un anno e più di 50 comparizioni in tribunale, Christensen viene condannato a sei anni di reclusione per il semplice fatto di aver professato la sua fede quale testimone di Geova. Il 6 febbraio 2019 Aleksej Rudnev, giudice del Tribunale distrettuale Železnodorožnyj di Orël, pronuncia la sentenza: Christensen viene dichiarato colpevole di “aver organizzato le attività di un’organizzazione estremista” e, in base a questa falsa accusa, condannato ai sensi dell’articolo 282.2, comma 1, del Codice Penale della Federazione Russa. Il 23 maggio 2019 un collegio di tre giudici del Tribunale regionale di Orël respinge l’appello presentato da Christensen e conferma la condanna a sei anni di reclusione emessa contro di lui.

Sergej Klimov viene arrestato il 3 giugno 2018 dopo che le forze dell’ordine e alcune unità speciali di polizia hanno fatto irruzione in due abitazioni di testimoni di Geova. Circa 30 Testimoni, tra cui una donna di 83 anni, vengono portati via per essere interrogati. Tutti vengono lasciati andare, tranne il fratello Klimov. Le autorità locali intentano poi un procedimento penale contro di lui e lo pongono sotto custodia cautelare per due mesi. Questa viene prolungata sette volte, e così Klimov rimane separato dalla moglie e dal resto della famiglia per un anno e cinque mesi prima di essere infine processato e condannato. Il 5 novembre 2019 il Tribunale distrettuale Oktjabr’skij di Tomsk condanna Klimov a sei anni di reclusione per il presunto reato di “avere organizzato attività estremiste”. Klimov verrà rilasciato nel luglio 2023.

Konstantin Baženov, Aleksej Budenčuk, Feliks Machammadiev, Roman Gridasov, Gennadij German e Aleksej Mireckij vengono incriminati dopo le irruzioni effettuate dalle autorità russe in sette abitazioni di Testimoni a Saratov il 12 giugno 2018. In quell’occasione la polizia sfonda la porta degli appartamenti, sequestra effetti personali e, in alcuni casi, introduce di nascosto pubblicazioni religiose dei Testimoni di Geova che erano state vietate. Più di 10 Testimoni vengono prelevati per essere interrogati, e trattenuti fin quasi a mezzanotte. Tre vengono arrestati e rimangono circa un anno sotto custodia cautelare.

Il 19 settembre 2019 il giudice Dmitrij Larin del Tribunale distrettuale Leninskij di Saratov condanna i sei uomini a lunghe pene detentive per il presunto reato di “avere organizzato attività estremiste”. Due di loro ricevono una condanna a tre anni e mezzo di carcere, uno a tre anni e gli altri tre a due anni. La sentenza prevede inoltre che, dopo avere scontato la pena detentiva, nessuno di loro potrà ricoprire mansioni direttive in enti pubblici per un periodo di cinque anni. In prigione questi uomini subiscono anche gravi maltrattamenti. Il 6 febbraio 2020, nella colonia penale russa n. 1, guardie carcerarie aggrediscono Aleksej Budenčuk, Gennadij German, Roman Gridasov, Feliks Machammadiev e Aleksej Mireckij prendendoli a manganellate. Il fratello Machammadiev viene percosso così forte che deve essere ricoverato in ospedale per frattura a una costola, perforazione polmonare e trauma renale. In seguito tutti e sei vengono rilasciati, per rimanere comunque a lungo sotto la sorveglianza delle autorità con pesanti restrizioni che limitano i loro spostamenti.

Serie di perquisizioni, irruzioni e aggressioni

Il 4 ottobre 2021 agenti armati dell’OMON * hanno aggredito due coppie: Anatolij e Greta Razdobarov e Nikolaj e Lilja Merinov. Queste aggressioni si sono verificate quando unità delle forze dell’ordine hanno fatto irruzione in 12 abitazioni di testimoni di Geova nella città di Irkutsk. Nel corso di queste irruzioni gli agenti hanno trattenuto diversi altri Testimoni.

Alle sei del mattino degli agenti sono entrati con la forza in casa di Anatolij e Greta. Hanno afferrato Greta per i capelli e l’hanno trascinata in un’altra stanza, l’hanno ammanettata con le braccia dietro la schiena e l’hanno picchiata. Nel frattempo Anatolij è stato scaraventato a terra, ammanettato con le braccia dietro la schiena e preso a calci alla testa e all’addome. Gli agenti gli hanno afferrato le mani ammanettate e lo hanno tirato su da terra con violenza. Mentre il peso del corpo gli provocava l’iperestensione delle spalle, Anatolij si torceva dal dolore. Gli agenti gli hanno percosso le mani, insistendo che si dichiarasse colpevole e rivelasse informazioni su altri Testimoni. Hanno continuato a torturarlo provando a ficcargli una bottiglia di vetro fra le natiche. L’assalto in casa dei Razdobarov è durato più di otto ore.

Gli agenti che hanno fatto irruzione in casa di Nikolaj e Lilja Merinov hanno per prima cosa colpito Nikolaj al volto con un pesante oggetto contundente. Nikolaj è caduto a terra e ha perso i sensi. Quando ha ripreso conoscenza si è trovato addosso un agente che lo picchiava, fino a rompergli i denti davanti. Lilja è stata afferrata per i capelli, trascinata fuori dal letto e ammanettata. È stata aggredita più volte prima che le fosse permesso di vestirsi adeguatamente.

Il 13 luglio 2020 sono state perquisite più di 100 abitazioni di Testimoni in diversi centri abitati della regione di Voronež e a Staryj Oskol, nella regione di Belgorod. Sono state avviate alcune azioni penali e per 10 Testimoni è stata disposta la custodia cautelare fino al 3 settembre. Almeno due Testimoni sono stati percossi con violenza da agenti dell’Unità speciale di risposta rapida entrati con la forza in casa di Aleksandr Bokov. Bokov è stato colpito allo stomaco e alla testa e poi costretto a stare rannicchiato mentre veniva interrogato dagli agenti. Dmitrij Katyrov è stato anche gettato per terra, percosso e preso a calci fino a farlo urlare dal dolore.

Il costante impegno per porre fine alle ingiuste detenzioni

I legali dei Testimoni in prigione hanno presentato reclami al Comitato per i Diritti Umani dell’ONU e al Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria. Hanno anche presentato 57 ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Finora i loro sforzi di porre fine alle ingiuste detenzioni non hanno prodotto i risultati sperati.

Alcuni organismi internazionali hanno condannato senza mezzi termini la Russia per il trattamento riservato ai Testimoni di Geova. Ad esempio, in una decisione adottata il 26 aprile 2019 il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria ha denunciato la persecuzione sistematica dei Testimoni di Geova in Russia esprimendosi sul caso riguardante Dmitrij Michajlov, che vive a Šuja. Il Gruppo di lavoro ha concluso che alla base dell’arresto e della custodia cautelare di Michajlov c’è stata la discriminazione religiosa e ha riconosciuto che Michajlov è “solo uno del numero sempre crescente di testimoni di Geova che in Russia sono stati arrestati, tenuti sotto custodia e accusati di attività illecita semplicemente per aver esercitato il loro diritto alla libertà religiosa”.

Il 12 marzo 2020 il Consiglio permanente dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e l’Unione Europea hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in cui condannano le autorità russe per il trattamento riservato ai Testimoni di Geova. La dichiarazione afferma: “L’Unione Europea è ancora seriamente preoccupata per la situazione dei Testimoni di Geova in Russia, che continuano a essere oggetto di una persecuzione sistematica [...]. Siamo anche seriamente preoccupati a seguito delle recenti notizie riguardanti torture e maltrattamenti inflitti [a diversi testimoni di Geova] dopo l’incarcerazione”. E aggiunge: “La tortura infrange le leggi internazionali sui diritti umani, in particolare la Convenzione dell’ONU contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, trattati di cui la Federazione Russa è firmataria”.

Cronologia

  1. 18 ottobre 2021

    65 Testimoni in prigione.

  2. 27 settembre 2021

    Il Tribunale cittadino di San Pietroburgo respinge l’appello presentato contro la sentenza del 31 marzo 2021, che dichiarava estremista l’app JW Library e ne vietava l’uso in tutta la Federazione Russa e in Crimea. La sentenza originale ha effetto immediato.

  3. 23 settembre 2021

    Il Tribunale distrettuale Traktorozavodskij di Volgograd condanna Igor’ Egozarjan e Sergej Mel’nik a sei anni di reclusione e Valerij Rogozin a sei anni e cinque mesi.

  4. 11 agosto 2021

    Dopo un processo durato solo due giorni, il Tribunale distrettuale Abinskij del territorio di Krasnodar condanna Vasilij Meleško a tre anni di reclusione.

  5. 30 giugno 2021

    Il Tribunale cittadino di Blagoveščensk, nella regione dell’Amur, condanna Aleksej Berčuk e Dmitrij Golik rispettivamente a otto e sette anni di reclusione.

  6. 24 febbraio 2021

    Il Tribunale cittadino di Abakan, nella Repubblica di Hakasija, condanna Valentina Baranovskaja a due anni di reclusione e suo figlio, Roman Baranovskij, a sei anni di reclusione.

  7. 10 febbraio 2021

    Il Tribunale distrettuale Abinskij, del territorio di Krasnodar, condanna Aleksandr Ivšin a sette anni e mezzo di reclusione.

  8. 2 settembre 2020

    Il Tribunale cittadino di Berëzovskij, nella regione di Kemerovo, condanna Sergej Britvin e Vadim Levčuk a quattro anni di reclusione.

  9. 3 agosto 2020

    Il Tribunale regionale di Pskov emana l’ordine di scarcerazione per il fratello Gennadij Špakovskij. Conferma la sentenza di condanna, ma commuta la pena detentiva di sei anni e mezzo in un periodo di libertà vigilata della stessa durata.

  10. 13 luglio 2020

    Perquisite almeno 100 abitazioni di Testimoni nelle regioni di Voronež e Belgorod.

  11. 9 giugno 2020

    Il Tribunale cittadino di Pskov condanna Gennadij Špakovskij, di 61 anni, a sei anni e mezzo di reclusione.

  12. 6 febbraio 2020

    Cinque dei sei Testimoni condannati il 5 settembre 2019 vengono trasferiti nella colonia penale n. 1 di Orenburg. Al loro arrivo vengono picchiati selvaggiamente da alcune guardie carcerarie, che li prendono più volte a calci e li percuotono col manganello. Il fratello Machammadiev subisce una frattura a una costola, un collasso polmonare e lesioni renali.

  13. 19 settembre 2019

    Il giudice Dmitrij Larin del Tribunale distrettuale Leninskij di Saratov condanna alla prigione sei Testimoni — Konstantin Baženov, Aleksej Budenčuk, Feliks Machammadiev, Roman Gridasov, Gennadij German e Aleksej Mireckij — per il presunto reato di “avere organizzato attività estremiste”.

  14. 23 maggio 2019

    Il Tribunale regionale di Orël respinge l’appello presentato da Dennis Christensen e ne conferma la condanna a sei anni di reclusione.

  15. 26 aprile 2019

    Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria dichiara che i diritti di Dmitrij Michajlov sono stati violati e denuncia la persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia.

  16. 6 febbraio 2019

    Dennis Christensen viene dichiarato colpevole e condannato a sei anni di prigione dal Tribunale distrettuale Železnodorožnyj.

  17. 9 ottobre 2018

    A Kirov agenti della polizia e delle forze speciali fanno irruzione in alcune abitazioni. Vari Testimoni, tra i quali Andrzej Oniszczuk, cittadino polacco, vengono arrestati e messi sotto custodia cautelare.

  18. 15 luglio 2018

    La polizia perquisisce le abitazioni di parecchi Testimoni a Penza. Vladimir Aluškin viene arrestato e posto sotto custodia cautelare.

  19. 4 luglio 2018

    La polizia fa irruzione in alcune abitazioni di Omsk. Sergej e Anastasija Poljakov vengono arrestati e posti sotto custodia cautelare. Anastasija Poljakova è la prima Testimone nella Federazione Russa a essere imprigionata con l’accusa di estremismo.

  20. 12 giugno 2018

    La polizia fa irruzione in alcune abitazioni di Saratov. Konstantin Baženov, Aleksej Budenčuk e Feliks Machammadiev vengono arrestati e posti sotto custodia cautelare. Ad altri tre Testimoni, Gennadij German, Roman Gridasov e Aleksej Mireckij, viene ordinato di firmare un documento che vieta loro di lasciare la città.

  21. 3 giugno 2018

    La polizia fa irruzione in alcune abitazioni di Tomsk e di Pskov. Sergej Klimov viene arrestato e posto sotto custodia cautelare.

  22. 19 febbraio 2018

    Al Tribunale distrettuale Železnodorožnyj inizia il processo penale a carico di Dennis Christensen; presiede il giudice Aleksej Rudnev.

  23. 20 luglio 2017 – novembre 2018

    La custodia cautelare di Dennis Christensen viene prorogata varie volte: la prima dal Tribunale distrettuale Sovetskij e poi dal Tribunale distrettuale Železnodorožnyj.

  24. 26 maggio 2017

    Il Tribunale distrettuale Sovetskij di Orël pone Dennis Christensen sotto custodia cautelare per due mesi.

  25. 25 maggio 2017

    La polizia interrompe una riunione religiosa a Orël e arresta Dennis Christensen.

  26. 20 aprile 2017

    La Corte Suprema della Federazione Russa fa chiudere il Centro Amministrativo dei Testimoni di Geova e 395 associazioni religiose locali.

^ par. 5 Per informazioni su altri Testimoni perseguitati in Russia a motivo della loro fede visita il sito jw.org.

^ par. 17 Unità mobile speciale della Guardia Nazionale russa.