Un tribunale del distretto di Karongi, in Ruanda, ha difeso il diritto alla libertà religiosa di otto studenti testimoni di Geova. Il contendere è dovuto al loro rifiuto, per motivi di coscienza, di partecipare alle lezioni di religione.

In Ruanda la maggioranza delle scuole è legata a organizzazioni religiose. Alcune di queste scuole richiedono che gli studenti assistano alle funzioni religiose e paghino le tasse della chiesa. Dal momento che gli alunni testimoni di Geova si rifiutano di fare queste cose, tra il 2008 e il 2014 le autorità scolastiche hanno espulso 160 di loro. Questa realtà è presente in tutta la nazione, ma il caso di Karongi, nella Provincia Occidentale, dimostra che le autorità del Ruanda sono in grado di affrontare la discriminazione religiosa.

Discriminazione religiosa alla base dell’espulsione dalla scuola

Il 12 maggio 2014 le autorità scolastiche dell’istituto Groupe Scolaire Musango, a Karongi, hanno espulso otto studenti Testimoni, tra i 13 e i 20 anni, * per il fatto che si sono rifiutati di partecipare alle funzioni religiose. Dopo l’espulsione dei figli, i genitori hanno presentato il caso al segretario esecutivo del settore di Rwankuba, il quale ha stabilito che gli studenti Testimoni dovessero essere riammessi a scuola. Non soddisfatte della decisione, le autorità scolastiche hanno cambiato tattica e, dato che gli studenti si rifiutavano di cantare l’inno nazionale, li hanno accusati di irriverenza. Il 4 giugno 2014, solo due giorni dopo che gli studenti erano stati riammessi, è arrivata la polizia a scuola e li ha arrestati.

La polizia ha trattenuto gli studenti in carcere per sei giorni. Gli agenti li hanno minacciati e maltrattati verbalmente e hanno picchiato i due studenti più grandi perché, a quanto hanno affermato, influenzavano i più giovani. Nonostante queste violenze, tutti e otto si sono rifiutati di tradire le loro convinzioni religiose.

Il tribunale esonera gli studenti

Il 9 giugno 2014 la polizia ha rilasciato sette studenti e il pubblico ministero ha assolto il più giovane dall’accusa. La polizia ha invece trattenuto il più grande per altri nove giorni. Il giudice ha poi disposto per lui la libertà vigilata in attesa del processo del 14 ottobre 2014.

Durante il processo il giudice ha interrogato tutti gli studenti. Parlando in difesa degli altri, uno di loro ha spiegato al giudice che in realtà erano stati espulsi non per il loro rifiuto di cantare l’inno nazionale, ma per non aver voluto pagare le tasse della chiesa e assistere alle funzioni religiose a scuola.

Il giudice ha poi chiesto al pubblico ministero di portare ulteriori prove che confermassero l’accusa di “irriverenza nei confronti dell’inno nazionale”. Quando il pubblico ministero ha insistito che gli studenti fornissero ulteriori dettagli, gli studenti hanno ribadito di non essere stati irriverenti mentre gli altri cantavano l’inno nazionale.

Con la sentenza emessa il 28 novembre 2014, il Tribunale Intermedio di Karongi ha decretato che il rifiuto di cantare l’inno nazionale “non deve essere considerato un atto dissacrante e irriverente”. La decisione del tribunale ha difeso la legge, scagionato i ragazzi e potrà aiutare a porre fine alla discriminazione religiosa nelle scuole del Ruanda.

Appello al rispetto dei diritti fondamentali

I Testimoni di Geova del Ruanda sono grati che tutto sia andato a finire così bene per gli studenti dell’istituto Groupe Scolaire Musango. Comunque, in altri casi, i ragazzi Testimoni espulsi a causa delle loro credenze religiose sono costretti a cambiare scuola. Alcuni non possono continuare a studiare perché l’unica alternativa è una scuola privata che le loro famiglie non possono permettersi.

I genitori Testimoni vogliono dare ai loro figli le stesse possibilità che hanno gli altri ragazzi. Desiderano che i loro figli sviluppino competenze che serviranno loro nella vita e che diventino componenti produttivi della società. I Testimoni di Geova sperano che la decisione del tribunale di Karongi promuova in tutte le scuole del Ruanda il rispetto del diritto dei ragazzi alla libertà di coscienza e religione.

^ par. 5 In Ruanda si consegue la maggiore età a 21 anni (articolo 360 del codice civile).