Invece di condannare sistematicamente alla detenzione i testimoni di Geova che per motivi di coscienza rifiutano di prestare servizio militare, i giudici della Corea del Sud cercano sempre più spesso soluzioni che tendono a tutelarli. Alcuni giudici stanno tenendo conto di ciò che motiva i Testimoni: la ferma volontà, dettata dalla coscienza e basata su princìpi biblici, di non nuocere al prossimo. * Pertanto, sulla base del diritto fondamentale alla libertà di coscienza, alcuni tribunali hanno assolto questi ragazzi dall’accusa di essersi sottratti al servizio militare. A partire dal maggio 2015, i tribunali hanno emesso 66 sentenze di non colpevolezza a favore degli obiettori di coscienza Testimoni: questo è un dato notevole se si considera che nei decenni precedenti erano state emesse solo 4 sentenze del genere.

Una sentenza importante

Sorprendentemente, il 1febbraio 2018 una corte d’appello di Busan ha confermato una di queste sentenze di non colpevolezza, ignorando la giurisprudenza della Corte Suprema e della Corte Costituzionale in materia. La sentenza è notevole per due ragioni: la Corte distrettuale di Busan è conservatrice e il giudice che presiedeva la corte, Jong-du Choi, in passato aveva condannato un obiettore di coscienza.

Il collegio di tre giudici ha preso in considerazione specialmente il dovere costituzionale della Corea del Sud di rispettare le convenzioni internazionali che ha ratificato, in particolare il Patto internazionale sui diritti civili e politici, in cui si riconosce il diritto all’obiezione di coscienza. Tra le motivazioni della sentenza si legge che “la prassi di punire gli obiettori di coscienza con la reclusione è contraria all’articolo 18 del Patto, quindi [...] è corretto concludere che l’obiezione di coscienza al servizio militare costituisca un motivo legittimo per rifiutare l’arruolamento”. La sentenza ha avuto vasta risonanza e molti osservatori ritengono che avrà un notevole impatto all’interno dell’ambiente forense.

In attesa di ulteriori sviluppi

In passato venivano condannati alla reclusione dai 500 ai 600 ragazzi in media ogni anno, ma ora molti processi vengono rinviati. Il numero di cause pendenti, al momento più di 700, continua ad aumentare mentre i giudici attendono l’imminente decisione della Corte Costituzionale. Al 31 dicembre 2017 si trovavano in prigione solo 267 Testimoni, la cifra più bassa degli ultimi 10 anni.

La Corte Costituzionale deciderà se gli obiettori di coscienza siano perseguibili in base alla norma che punisce chi si sottrae al servizio militare o se si trovino sotto la tutela del diritto costituzionale alla libertà di coscienza, come garantito dalle leggi internazionali. In Corea del Sud molti sperano che la Corte trovi una soluzione che rispetti la coscienza di giovani disposti ad accettare programmi di servizio civile alternativo con risvolti socialmente utili.

Se la Corte si pronuncerà a favore degli obiettori di coscienza, la Corea del Sud si allineerà a quanto ribadito dal Comitato per i Diritti Umani delle Nazione Unite in relazione a centinaia di singoli casi. Il Comitato ha richiamato la Corea del Sud invitandola a non imprigionare più gli obiettori e a rispettare il loro diritto fondamentale alla libertà di coscienza.

^ par. 2 Per esempio, Isaia 2:4 dice: “Trasformeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falcetti per potare. Le nazioni non alzeranno la spada l’una contro l’altra, né impareranno più la guerra”. Gesù disse ai suoi seguaci che si sarebbero dovuti riconoscere dall’amore: “Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amato io, amatevi gli uni gli altri anche voi. Grazie a questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore fra voi” (Giovanni 13:34, 35).