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La danza delle gru

La danza delle gru

 La danza delle gru

DALLA SPAGNA

A PUSAN, nella Corea del Sud, si può ammirare una danza folcloristica straordinaria. Alcuni uomini, indossando lunghe vesti bianche e alti cappelli neri, agitano le braccia, fanno piroette, si piegano in avanti e si reggono su una gamba sola.

Questi movimenti curiosi e improvvisati hanno una spiegazione semplice: gli uomini imitano le gru della Manciuria che da secoli svernano nella Corea del Sud. La popolazione locale fu talmente colpita dalla singolare danza di queste gru che creò un ballo ispirandosi ai loro movimenti.

A 1.500 chilometri di distanza, sull’isola giapponese di Hokkaido, gli amanti della natura accorrono in gran numero nel parco nazionale Kushiro Shitsugen per ammirare la danza originale. Grazie a un programma che provvede loro nutrimento durante i rigidi mesi invernali, una colonia di gru della Manciuria che sverna in Giappone vanta ora diverse centinaia di esemplari. È stupendo osservare un gruppo di questi eleganti uccelli bianchi e neri che danzano in modo vivace sulla neve. Jennifer Ackerman, che scrive per National Geographic, per esprimere il suo stato d’animo usa la parola giapponese aware, termine che indica “i sentimenti ispirati da una bellezza struggente ed effimera”. — National Geographic, gennaio 2003, p. 108.

Le gru, che si trovano in tutti i continenti ad eccezione del Sudamerica e dell’Antartide, affascinano l’uomo da molto tempo. Appaiono in pitture rupestri in Africa, Australia e Europa. In Estremo Oriente le gru sono simbolo di lunga vita e felicità e sono uno dei temi preferiti dagli artisti. Forse perché rimangono con lo stesso compagno per tutta la vita, sono anche simbolo di felicità coniugale e spesso le loro immagini ornano i chimono nuziali. Per la loro rarità e bellezza, i coreani hanno dichiarato le gru della Manciuria “monumento naturale”. I giapponesi le hanno raffigurate sulle banconote da 1.000 yen. Già 2.500 anni fa i cinesi inventarono una “danza delle gru bianche”. Forse è questa singolare propensione alla danza che le rende particolarmente care alla gente.

La danza

Tutte le 15 specie di gru danzano, e ci provano persino i piccoli dopo neanche due giorni dalla nascita. “Anche altri gruppi di uccelli danzano”, spiega un libro sugli uccelli, “ma nessuno lo fa in modo così prolungato e . . . così bello dal punto di vista umano”. (Handbook of the Birds of the World) La danza delle gru è molto movimentata e sempre spettacolare, dato che hanno grandi dimensioni e pose eleganti e fanno salti verticali sensazionali con le ali spiegate. La loro danza include di solito “lunghe e complesse sequenze  di armoniosi inchini, salti, corse e voli brevi”, aggiunge il libro citato sopra. E come succede fra gli esseri umani, una volta che alcune gru cominciano a danzare, di solito tutto il gruppo decide di unirsi. In Africa alcuni hanno osservato ben 60 coppie di gru coronate danzare insieme in perfetto accordo.

Perché le gru danzano? È un modo per muoversi, per comunicare, per fare la corte, per dare l’allarme, o è soltanto un modo per manifestare il loro buon umore? La risposta potrebbe includere uno qualsiasi di questi motivi, o anche tutti. Una cosa è certa: alle gru piace ballare in coppia, cosa che fanno anche nella parata nuziale. Ma anche le gru che non hanno raggiunto l’età della riproduzione danzano, anzi, i giovani sono di solito i ballerini più entusiasti. “Qualunque sia la motivazione, è un piacere osservarle”, conclude il libro già citato.

Il volo delle gru

Le gru spesso si sentono molto prima di vederle. Un grido squillante e penetrante annuncia il loro arrivo, anche se si trovano a chilometri di distanza. Sembra che questo grido serva a tenere compatto lo stormo durante i lunghi voli migratori. La maggioranza delle specie migrano dai loro siti di nidificazione situati a nord. In autunno fanno lunghissimi viaggi dal Canada, dalla Scandinavia o dalla Siberia per arrivare in Cina, in India, negli Stati Uniti (in Texas) o nella regione mediterranea, dove il clima è più mite. Questi viaggi sono pericolosi ed estenuanti. Sono state viste alcune gru cenerine volare a 10.000 metri di altezza mentre attraversavano la catena montuosa dell’Himalaya dirette in India. Volano disponendosi a V e sfruttano le correnti ascendenti di aria calda così da planare ogni volta che è possibile. Quando sorvolano il mare, però, devono fare affidamento soltanto sulla forza delle ali. *

L’ornitologo spagnolo Juan Carlos Alonso ha studiato per circa 20 anni le abitudini migratorie delle 70.000 gru cenerine che svernano in Spagna. “Alcuni uccelli vengono inanellati, altri dotati di un piccolo radiotrasmettitore così che possiamo seguirli nella loro migrazione”, spiega. “È per me una grande emozione scoprire che un uccello che sverna in un sito spagnolo lo avevo inanellato io stesso nella Germania settentrionale quando era ancora piccolo. Le gru seguono da secoli le stesse rotte di migrazione. Si è scoperto che una gru inanellata in Finlandia andava a svernare fino in Etiopia, mentre alcune gru dalla Siberia migrano in Messico”.

 Lotta per la sopravvivenza, ma con l’aiuto dell’uomo

Al presente 9 specie di gru su 15 rischiano l’estinzione. Quella più minacciata, la gru americana, che vive in Nordamerica, nel 1938 contava soltanto 14 esemplari. Grazie a un programma di riproduzione in cattività e alla tutela di habitat fondamentali il loro numero è lentamente aumentato fino a superare i 300 esemplari. Ora i naturalisti allevano i pulcini in cattività per poi reintrodurli in zone protette. Di recente sono stati usati con buoni risultati velivoli ultraleggeri a motore per insegnare ad alcune giovani gru americane a migrare. Ricercatori russi stanno compiendo sforzi simili per proteggere la gru bianca siberiana, anch’essa minacciata.

Una delle più commoventi storie a lieto fine viene dal Giappone. Sull’isola di Hokkaido una piccola colonia di gru della Manciuria non migrava, poiché durante i mesi invernali riusciva a nutrirsi lungo corsi d’acqua situati vicino a sorgenti calde. Nel rigido inverno del 1952, però, anche questi corsi d’acqua gelarono e sembrava che il piccolo gruppo di 30 uccelli fosse destinato a scomparire. Ma gli scolari del luogo sparsero granaglie sui corsi d’acqua ghiacciati e gli uccelli sopravvissero. Da allora le gru vengono nutrite regolarmente, e quel piccolo gruppo è cresciuto fino a comprendere quasi 900 esemplari, ovvero circa un terzo di tutte le gru della Manciuria che esistono nel mondo.

Un futuro incerto

Come molte altre specie, le gru hanno sofferto a causa del prosciugamento delle paludi e della scomparsa delle praterie. Per sopravvivere hanno dovuto imparare a vivere a contatto con la gente. Di solito questi uccelli preferiscono tenersi a una distanza di sicurezza di diversi chilometri dagli esseri umani, ma se non vengono disturbate possono abituarsi alla presenza umana. In India la gru antigone, il più alto degli uccelli in grado di volare, si è adattata a riprodursi nei laghetti dei villaggi. Altre specie di gru hanno imparato a becchettare su terreni agricoli durante la migrazione o quando si trovano nei siti invernali.

Si spera che gli sforzi concertati degli ambientalisti in molti paesi garantiranno la sopravvivenza di questi eleganti uccelli. Che tragedia sarebbe se le generazioni future non potessero mai più ammirare la magnifica danza delle gru o ascoltare le loro grida squillanti mentre attraversano il cielo autunnale dirette a sud!

[Nota in calce]

^ par. 11 Migliaia di gru cenerine, nelle loro migrazioni autunnali e primaverili, attraversano Israele, e alcune anche vi svernano. Nell’alta valle del Giordano se si è fortunati si possono vedere stormi di gru che volano nel tardo pomeriggio sullo sfondo del monte Ermon incappucciato di neve. È uno spettacolo indimenticabile.

 [Immagine a pagina 15]

Gru della Manciuria

[Immagine a pagina 16]

Dettaglio da una porcellana coreana

[Immagine a pagina 16]

Gru damigelle, con i tipici ciuffi sul capo

[Immagine alle pagine 16 e 17]

Gru cenerine in volo

[Immagine a pagina 17]

Gru coronate