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Testimoni di Geova

Lingua dei segni italiana

La Torre di Guardia (per lo studio)  |  giugno 2015

Viviamo in armonia con la preghiera modello (Parte 2)

Viviamo in armonia con la preghiera modello (Parte 2)

“Dio, il Padre vostro, sa quali cose vi occorrono” (MATT. 6:8)

1-3. Perché una sorella è sicura che Geova sa quello di cui abbiamo bisogno?

LANA non dimenticherà mai quello che le è successo un giorno nell’estate del 2012 in Germania. È fermamente convinta che Geova abbia esaudito due sue preghiere. Nella prima, fatta durante un lungo viaggio in treno verso l’aeroporto, aveva chiesto a Geova di creare le circostanze adatte per dare testimonianza. Nella seconda, fatta in aeroporto dopo aver scoperto che il suo volo era stato spostato al giorno successivo, si era rivolta a Geova perché non sapeva dove andare e le erano rimasti solo pochi euro.

2 Lana aveva appena finito la seconda preghiera quando qualcuno la salutò: “Ciao Lana, che ci fai qui?” Era un suo ex compagno di scuola che stava per partire per il Sudafrica. Con lui c’erano la madre e la nonna venute ad accompagnarlo. Quando apprese la situazione, Elke, la madre del ragazzo, fu così gentile da invitare Lana a stare da loro. Elke e sua madre furono davvero ospitali e le fecero diverse domande in merito alle sue convinzioni religiose e alla sua attività di evangelizzatrice a tempo pieno.

3 Il mattino seguente, dopo un’abbondante colazione, Lana rispose ad altre domande bibliche. Poi, per coltivare l’interesse delle due donne, chiese loro come potevano essere ricontattate. Lana, che tuttora presta servizio come pioniera regolare, ritiene che sia stato l’“Uditore di preghiera” ad aver guidato le cose (Sal. 65:2).

4. Quali necessità prenderemo in esame?

4 Quando ci troviamo ad affrontare un problema improvviso, forse non abbiamo difficoltà a pregare per chiedere aiuto a Geova, che è felice di ascoltare chi gli è leale (Sal. 34:15; Prov. 15:8). Tuttavia, meditando sulla preghiera modello, potremmo scoprire che ci sono altre necessità più importanti che forse trascuriamo. Ad esempio, consideriamo in che modo le nostre necessità spirituali vengono messe in risalto nelle ultime quattro richieste della preghiera modello. Per cominciare, vediamo cosa possiamo fare per vivere in armonia con la richiesta riguardante il “nostro pane per questo giorno”. (Leggi Matteo 6:11-13.)

“DACCI OGGI IL NOSTRO PANE PER QUESTO GIORNO”

5, 6. Anche se abbiamo il necessario dal punto di vista materiale, perché è importante pregare per “il nostro pane per questo giorno”?

5 È degno di nota che in questa richiesta Gesù non dice semplicemente il “mio” pane, ma il “nostro”. Victor, che è sorvegliante di circoscrizione in Africa, spiega: “Spesso ringrazio Geova di cuore perché io e mia moglie non ci dobbiamo preoccupare molto dei pasti o dell’affitto. I fratelli si prendono cura di noi ogni giorno con amore. Nelle mie preghiere, però, chiedo che questi fratelli riescano a superare i problemi economici che affrontano”.

6 Se avere da mangiare non è per noi fonte di preoccupazione, pensiamo ai fratelli che sono poveri o che sono colpiti da calamità. Dovremmo non solo pregare per loro, ma anche agire in armonia con le nostre preghiere. Potremmo mettere a disposizione dei compagni di fede nel bisogno quello che abbiamo. Possiamo anche contribuire regolarmente per l’opera mondiale, certi che tali risorse saranno usate in modo saggio (1 Giov. 3:17).

7. Come illustrò Gesù il consiglio di “non [essere] mai ansiosi del domani”?

7 Con l’espressione “il nostro pane per questo giorno”, Gesù si riferiva probabilmente ai nostri bisogni immediati. Infatti, dopo aver illustrato come Dio riveste i fiori, disse: “Non rivestirà molto di più voi, uomini di poca fede? Quindi non siate mai ansiosi, dicendo: [...] ‘Che indosseremo?’” Perciò concluse ripetendo questo importante consiglio: “Non siate mai ansiosi del domani” (Matt. 6:30-34). Questo ci insegna che, piuttosto che avere uno spirito materialistico, dovremmo essere contenti quando le nostre necessità fondamentali vengono soddisfatte. Tali necessità possono includere un alloggio adeguato, un lavoro che ci permette di provvedere alla famiglia e la sapienza per affrontare problemi di salute. Comunque, se pregassimo solo per le necessità materiali mancheremmo di equilibrio. I bisogni spirituali che abbiamo sono di gran lunga più importanti.

8. Quale importante bisogno dovrebbe ricordarci il riferimento di Gesù al pane quotidiano? (Vedi l’illustrazione iniziale.)

8 Il riferimento che il Signore Gesù fece al pane quotidiano dovrebbe ricordarci che abbiamo bisogno di cibo spirituale. “L’uomo non deve vivere di solo pane”, disse, “ma di ogni espressione che esce dalla bocca di Geova” (Matt. 4:4). Per questo non dovremmo smettere di pregare affinché Geova continui a nutrirci con cibo spirituale al tempo giusto.

“PERDONACI I NOSTRI DEBITI”

9. In che senso i nostri peccati sono “debiti”?

9 Perché Gesù usò la parola “debiti” mentre in un’altra occasione parlò di “peccati”? (Matt. 6:12; Luca 11:4). Oltre 60 anni fa, questo periodico lo spiegò bene, dicendo: “Il peccato di trasgressione contro la legge di Dio ci rende debitori verso di lui. [...] Per il nostro peccato Iddio potrebbe esigere e prendere la nostra vita [...]. Potrebbe ritirare la sua pace da noi, rompendo ogni pacifica relazione con noi. [...] Noi gli dobbiamo amore, che si esprime con l’ubbidienza; e quando pecchiamo manchiamo di pagare il nostro debito di amore verso di lui, perché il peccato vuol dire mancanza d’amore verso Dio” (1 Giov. 5:3).

10. Su quale base Geova perdona i nostri peccati, e come dovremmo sentirci al riguardo?

10 La necessità di chiedere perdono ogni giorno mette in evidenza l’unica base legale grazie a cui Dio cancella i nostri peccati: il sacrificio di riscatto di Gesù. Sebbene il riscatto sia stato pagato quasi 2.000 anni fa, è un dono che dovremmo apprezzare come se ci fosse stato fatto oggi. “Il prezzo di redenzione della [nostra vita] è così prezioso” che nulla che un essere umano imperfetto possa fare per noi potrebbe servire anche solo lontanamente a pagarlo. (Leggi Salmo 49:7-9; 1 Pietro 1:18, 19.) Non c’è dubbio che dovremmo sempre ringraziare Geova per questo enorme regalo. Inoltre, l’espressione i “nostri peccati”, e non i “miei”, ci dovrebbe ricordare che tutti gli adoratori di Geova hanno bisogno di questo provvedimento misericordioso. È chiaro che Geova vuole che ci preoccupiamo non solo della salute spirituale nostra, ma anche di quella degli altri, compreso chi forse ha peccato nei nostri confronti. Di solito queste mancanze non sono così gravi. Ci danno anzi l’opportunità di dimostrare che amiamo davvero i nostri fratelli e che siamo disposti a perdonarli, proprio come Dio ha perdonato con misericordia noi (Col. 3:13).

Se vogliamo essere perdonati da Dio, dobbiamo essere pronti a perdonare (Vedi il paragrafo 11)

11. Perché è importante essere disposti a perdonare?

11 Triste a dirsi, in quanto esseri umani imperfetti a volte potremmo nutrire rancore verso qualcun altro (Lev. 19:18). Se ne parlassimo in giro, forse alcuni prenderebbero le nostre difese, e questo causerebbe divisioni nella congregazione. Lasciare che tali situazioni persistano dimostrerebbe una mancanza di apprezzamento per la misericordia di Dio e per il riscatto. Se non ci dimostrassimo disposti a perdonare, il nostro Padre celeste smetterebbe di applicare a noi il valore del sacrificio di suo Figlio (Matt. 18:35). Gesù aggiunse ulteriori particolari al riguardo subito dopo aver pronunciato la preghiera modello. (Leggi Matteo 6:14, 15.) Per essere perdonati da Dio, infine, dobbiamo evitare a tutti i costi di praticare peccati gravi. Questo desiderio ci porta alla successiva richiesta (1 Giov. 3:4, 6).

“NON CI CONDURRE IN TENTAZIONE”

12, 13. (a) Cosa accadde a Gesù poco dopo il suo battesimo? (b) Perché si può dire che la responsabilità è nostra se cadiamo in tentazione? (c) Cosa dimostrò Gesù rimanendo fedele fino alla morte?

12 Pensare a quello che accadde a Gesù poco dopo il suo battesimo può aiutarci a capire il bisogno di pregare per “non [essere condotti] in tentazione”. Lo spirito di Dio condusse Gesù nel deserto perché fosse “tentato dal Diavolo” (Matt. 4:1; 6:13). Questo non dovrebbe sorprenderci se capiamo la ragione principale per cui Dio mandò suo Figlio sulla terra, cioè risolvere la questione sollevata quando Adamo ed Eva rigettarono la sovranità di Dio. Bisognava dare risposta ad alcune domande. Per esempio, c’era qualcosa di sbagliato nel modo in cui Dio aveva creato l’uomo? Un essere umano perfetto sarebbe riuscito a sostenere la sovranità di Dio nonostante le pressioni del “malvagio”? E poi, sarebbe stato davvero meglio per l’umanità essere indipendente da Dio, come insinuava Satana? (Gen. 3:4, 5). Rispondere a tali domande richiedeva tempo, ma avrebbe dimostrato a tutte le creature intelligenti che il modo in cui Geova esercita la sua sovranità è per il loro bene.

13 Geova è santo, e non spinge nessuno a fare il male. “Il Tentatore” è il Diavolo (Matt. 4:3). Questi può creare delle situazioni per metterci alla prova, ma dipende da ciascuno di noi se permettere che ci conducano in tentazione o meno. (Leggi Giacomo 1:13-15.) Dal canto suo, Gesù respinse immediatamente ogni tentazione citando passi appropriati della Parola di Dio. Si schierò pertanto dalla parte della legittima sovranità di Geova. Satana, però, non si arrese e aspettò “fino ad altro tempo conveniente” (Luca 4:13). Gesù continuò a resistere a tutti i tentativi di Satana di infrangere la sua integrità. Sostenne la giustizia della sovranità di Geova e dimostrò che un essere umano perfetto può rimanere fedele anche di fronte alle prove più estreme. Satana, comunque, cerca di prendere in trappola i seguaci di Gesù, e noi non ne siamo esclusi.

14. Cosa dobbiamo fare per non cadere in tentazione?

14 Geova permette al Tentatore di usare questo mondo per metterci alla prova perché la questione riguardante la Sua sovranità è ancora aperta. Non è Dio a condurci in tentazione; anzi, ha fiducia in noi e vuole aiutarci. Per rispetto del nostro libero arbitrio, però, non ci impedisce automaticamente di cadere in tentazione. Per resistere, dobbiamo fare due cose: rimanere spiritualmente svegli e perseverare nella preghiera. Ma in che modo Geova ci risponde?

Non perdiamo la nostra spiritualità e lo zelo per il ministero (Vedi il paragrafo 15)

15, 16. (a) Quali sono alcune tentazioni a cui dobbiamo resistere? (b) Di chi è la colpa se una persona cade in tentazione?

15 Geova ci concede il suo potente spirito santo, che può rafforzarci e aiutarci a resistere alle tentazioni. Attraverso la sua Parola e la congregazione, inoltre, ci mette in guardia da situazioni che dobbiamo evitare, tra cui usare troppo tempo, denaro ed energie per cose materiali non necessarie. Per molti anni Espen e Janne, che vivono in una ricca nazione europea, hanno servito come pionieri regolari in una zona del loro paese dove c’era maggior bisogno. Dopo la nascita del loro primo figlio hanno interrotto il servizio di pioniere. Hanno poi avuto un’altra figlia. Espen dice: “Preghiamo spesso Geova perché ci aiuti a non cadere in tentazione ora che non possiamo dedicare così tanto tempo come prima alle attività teocratiche. Gli chiediamo di aiutarci a non perdere la nostra spiritualità e lo zelo per il ministero”.

16 Un’altra tentazione sempre più comune nei nostri giorni è la pornografia. Se cadiamo in questa trappola non possiamo incolpare Satana, perché né lui né il suo mondo possono costringerci a fare alcuna cosa sbagliata contro la nostra volontà. Permettendo alla loro mente di soffermarsi su cose errate, alcuni hanno ceduto a questa tentazione. Ma possiamo resistere, proprio come ci sono riusciti migliaia di altri fratelli (1 Cor. 10:12, 13).

“LIBERACI DAL MALVAGIO”

17. (a) Come possiamo vivere in armonia con la richiesta di essere “[liberati] dal malvagio”? (b) Quale liberazione avverrà presto?

17 Per vivere in armonia con la richiesta di essere “[liberati] dal malvagio”, dobbiamo sforzarci di “non [far] parte del mondo” di Satana. “Non amate il mondo né le cose del mondo”, raccomanda la Bibbia (Giov. 15:19; 1 Giov. 2:15-17). Farlo è una continua lotta. Che sollievo quando Geova esaudirà questa richiesta eliminando Satana e il suo mondo malvagio! Non dimentichiamo, però, che da quando è stato espulso dal cielo Satana sa che gli rimane poco tempo. Infuriato, fa di tutto per infrangere la nostra integrità. È per questo che dobbiamo continuare a pregare di essere liberati dal malvagio (Riv. 12:12, 17).

18. Cosa dobbiamo continuare a fare per sopravvivere alla distruzione del mondo di Satana?

18 Non è meravigliosa la prospettiva di vivere in un mondo senza Satana? Allora continuiamo a pregare che, attraverso il Regno, il nome di Dio venga santificato e si compia la Sua volontà sulla terra. Confidiamo in Geova perché soddisfi le nostre necessità materiali e spirituali, e dimostriamoci determinati a vivere in armonia con la preghiera modello.