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Testimoni di Geova

Lingua dei segni italiana

La Torre di Guardia (per lo studio)  |  gennaio 2015

UNA CONVERSAZIONE AMICHEVOLE

Dio è indifferente alle sofferenze?

Dio è indifferente alle sofferenze?

Quella che segue è una conversazione tipo tra un testimone di Geova e un possibile interlocutore. Supponiamo che una Testimone, che chiameremo Michela, sia alla porta di una donna di nome Sofia.

COME HA POTUTO PERMETTERE UNA COSA DEL GENERE?

Michela: Oggi sto lasciando questo volantino alle persone della zona. È intitolato Vorreste conoscere la verità? Questa copia è per lei.

Sofia: È un volantino religioso?

Michela: Sì. Noti le sei domande riportate in prima pagina. Quale di queste domande. . .

Sofia: Mi scusi, ma sta solo perdendo del tempo con me.

Michela: Perché?

Sofia: Il fatto è che non so neppure se credo in Dio.

Michela: Apprezzo la sua franchezza. Se permette, è sempre stata di questo parere?

Sofia: No, da piccola andavo in chiesa, ma ho smesso molto tempo fa.

Michela: Capisco. Comunque, mi permetta di presentarmi. Mi chiamo Michela.

Sofia: Io Sofia.

Michela: Piacere.

Sofia: Piacere.

Michela: Non sono qui per imporle la mia fede, Sofia. Mi piacerebbe però sapere se c’è qualcosa in particolare che l’ha indotta a dubitare dell’esistenza di Dio.

Sofia: Sì. Diciassette anni fa mia madre è rimasta coinvolta in un incidente stradale.

Michela: Mi dispiace molto.

Sofia: Purtroppo da allora è rimasta paralizzata.

Michela: Questo mi rattrista. Dev’essere terribile.

Sofia: Sì. Non posso fare a meno di chiedermi: “Se Dio esiste, come ha potuto permettere una cosa del genere? Perché ci fa soffrire così?”

È SBAGLIATO CHIEDERSI PERCHÉ?

Michela: È naturale provare questi sentimenti e farsi queste domande. Quando soffriamo è normale chiedersi perché. Anche alcuni uomini e donne fedeli dei tempi biblici se lo chiesero.

Sofia: Davvero?

Michela: Certo. Posso mostrarle un esempio riportato nella Bibbia?

Sofia: Va bene.

Michela: Noti cosa chiese a Dio il fedele profeta Abacuc, come si legge in Abacuc capitolo 1, versetti 2 e 3: “Fino a quando, o Geova, devo invocare soccorso, e tu non odi? Fino a quando invocherò il tuo aiuto contro la violenza, e tu non salvi? Perché mi fai vedere ciò che è nocivo?” Queste domande assomigliano un po’ a quelle che si fa anche lei?

Sofia: In effetti, sì.

Michela: Dio non rimproverò mai Abacuc per aver fatto quelle domande, né gli disse che doveva avere più fede.

Sofia: Interessante.

GEOVA DETESTA LE SOFFERENZE

Michela: La Bibbia insegna che Dio nota le nostre sofferenze e che queste non lo lasciano indifferente.

Sofia: Come fa a saperlo?

Michela: Mi permetta di mostrarle un esempio. È qui, in Esodo 3:7. Vuole leggere lei questo versetto?

Sofia: D’accordo. “E Geova aggiunse: ‘Incontestabilmente ho visto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto, e ho udito il grido a causa di quelli che lo costringono al lavoro; perché conosco bene le pene che soffre’”.

Michela: Grazie. In base a questo versetto, Dio nota le sofferenze dei suoi servitori?

Sofia: Sembrerebbe di sì.

Michela: E non ha solo una vaga idea di ciò che succede loro. Dia ancora un’occhiata all’ultima parte del versetto. Dio disse riguardo al suo popolo: “Conosco bene le pene che soffre”. Le sembrano forse le parole di un Dio freddo e distaccato?

Sofia: No, direi di no.

Michela: Chiaramente, una cosa è notare una situazione, un’altra è prenderla a cuore.

Sofia: È vero.

Michela: Con questa premessa, leggiamo Isaia 63:9. Questo passo mostra come si sentì Dio in un’altra occasione vedendo soffrire i suoi servitori. La prima parte del versetto dice: “Durante tutta la loro angustia fu angustioso per lui”. Cosa pensa quindi, Dio era indifferente alle sofferenze del suo popolo?

Sofia: Sembra proprio di no.

Michela: La verità, Sofia, è che Dio si interessa moltissimo di noi, e detesta vederci soffrire. Quando noi soffriamo, soffre anche lui.

PERCHÉ ASPETTA?

Michela: Prima di lasciarla, vorrei portare alla sua attenzione ancora un aspetto.

Sofia: Ok.

Michela: Noti cosa dice la Bibbia riguardo alla potenza di Dio in Geremia 10:12. Vuole leggere lei questo versetto?

Sofia: Certo. Dice: “Egli è il Fattore della terra mediante la sua potenza, Colui che stabilisce fermamente il paese produttivo mediante la sua sapienza, e Colui che mediante il suo intendimento stese i cieli”.

Michela: Grazie. Riflettiamo un attimo su questo versetto. Dio dovette servirsi di una potenza notevole per creare l’immenso universo e tutto ciò che contiene, non crede?

Sofia: Senz’altro.

Michela: Ora, se Dio ha la potenza necessaria per creare tutto quello che ci circonda, non pensa che possa anche controllare la sua creazione?

Sofia: Sì.

Michela: Ripensi a sua madre. Perché è straziante vederla soffrire?

Sofia: Perché le voglio molto bene. È mia madre.

Michela: E se avesse la possibilità di ridarle la salute, lo farebbe?

Sofia: Ovvio!

Michela: Rifletta su cosa significa questo. La Bibbia insegna che Dio nota le nostre sofferenze, prova compassione per noi ed è infinitamente potente. Riesce a immaginare, quindi, quanto autocontrollo debba esercitare per non intervenire immediatamente e cancellare le sofferenze?

Sofia: Non ci avevo mai pensato prima.

Michela: Potrebbe darsi che abbia delle buone ragioni per non essere ancora intervenuto? *

Sofia: Beh, sì.

Michela: Sento che la stanno chiamando al telefono. Se lo desidera, posso tornare per approfondire questo argomento.

Sofia: Perché no? Grazie. *

Avete delle domande su un certo argomento biblico? C’è qualche credenza o qualche caratteristica dei testimoni di Geova che vi incuriosisce? Se sì, non esitate a parlarne con il prossimo Testimone che incontrerete. Sarà lieto di approfondire l’argomento con voi.

^ par. 61 Per maggiori informazioni, vedi il capitolo 11 del libro Cosa insegna realmente la Bibbia?, edito dai Testimoni di Geova.

^ par. 64 In un futuro articolo della serie ci soffermeremo sul perché Dio permette le sofferenze.