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Testimoni di Geova

Lingua dei segni italiana

La Torre di Guardia (per lo studio)  |  marzo 2017

Stiamo prestando attenzione a ciò che è scritto?

Stiamo prestando attenzione a ciò che è scritto?

Queste cose furono scritte per avvertimento a noi sui quali sono arrivati i termini dei sistemi di cose (1 COR. 10:11)

CANTICI: 11, 61

1, 2. Perché prenderemo in considerazione alcuni episodi della vita di quattro re di Giuda?

IMMAGINIAMO di camminare lungo un sentiero e di vedere che qualcuno davanti a noi scivola e cade. Sicuramente staremmo attenti a non cadere anche noi. In modo analogo, considerare gli errori di altre persone può aiutarci a evitare di fare gli stessi passi falsi, anche in senso spirituale. Per esempio, possiamo imparare preziose lezioni dagli sbagli di alcuni personaggi menzionati nella Bibbia.

2 I quattro re di Giuda di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente servirono Geova con cuore completo, ma commisero alcuni gravi errori. Cosa impariamo dal loro comportamento, e come possiamo evitare di fare gli stessi sbagli? Meditare su alcuni episodi della loro vita può aiutarci a trarre beneficio da quello che ‘fu scritto anteriormente per nostra istruzione’. (Leggi Romani 15:4.)

CONFIDARE NELLA SAPIENZA UMANA È DISASTROSO

3-5. (a) Anche se il suo cuore fu completo presso Geova, quale problema dovette affrontare Asa? (b) Quando Baasa salì contro Giuda, cosa potrebbe aver spinto Asa a confidare negli uomini?

3 Per cominciare, parliamo di Asa e vediamo in che modo la Parola di Dio può influire sulla nostra vita. Quando un milione di etiopi salì per combattere contro Giuda, Asa confidò in Geova; non fece lo stesso, però, quando Baasa re d’Israele iniziò a fortificare Rama, una città al confine con Giuda (2 Cron. 16:1-3). In questa circostanza Asa confidò nella propria sapienza e corruppe il re di Siria, Ben-Adad, spingendolo ad attaccare Baasa. Questa tattica ebbe successo? La Bibbia dice: “E avvenne che appena Baasa l’ebbe udito, immediatamente smise di edificare Rama e fermò il suo lavoro” (2 Cron. 16:5). La strategia di Asa fu vincente, o almeno così poteva sembrare.

4 Ma cosa pensò Geova del comportamento di Asa? Dio mandò il suo portavoce Hanani a rimproverare il re perché non aveva confidato in Lui. (Leggi 2 Cronache 16:7-9.) “Da ora in poi”, disse Hanani, “ci saranno guerre contro di te”. È vero che Baasa fu respinto, ma per i rimanenti anni del regno di Asa, lui e il suo popolo dovettero affrontare guerre.

5 Come abbiamo visto nell’articolo precedente, Dio esaminò il cuore di Asa e ritenne che fosse completo verso di lui (1 Re 15:14). Nel complesso Dio valutò Asa come un uomo devoto, che soddisfece i suoi requisiti. Comunque, Asa non si poté sottrarre alle conseguenze delle proprie scelte poco sagge. Ma perché, quando fu minacciato da Baasa, scelse di confidare in sé stesso e in Ben-Adad, anziché in Geova? Potrebbe aver pensato che, ricorrendo alla diplomazia e alla strategia militare, avrebbe comunque ottenuto un buon risultato. Oppure potrebbe aver adottato questo modo di pensare a causa di cattivi consigli.

6. Cosa impariamo dall’errore di Asa? Fate qualche esempio.

6 Questo episodio della vita di Asa dovrebbe spingerci a esaminare il nostro modo di agire. Forse ci viene spontaneo riconoscere il bisogno di confidare in Geova quando affrontiamo problemi che ci sembrano insormontabili. Ma che dire di quando ci troviamo davanti a problemi di minore entità? Confidiamo in noi stessi, cercando di risolvere i problemi a modo nostro? O piuttosto cerchiamo di trovare princìpi biblici inerenti alla situazione e poi ci sforziamo di seguirli, mostrando così di confidare in Geova e nel suo modo di risolvere i problemi? Per esempio, supponiamo di dover affrontare qualche genere di opposizione da parte di familiari che non vogliono farci assistere alle adunanze o a un’assemblea. Chiederemmo a Geova di guidarci e di aiutarci a capire qual è il modo migliore di gestire la situazione? Oppure immaginiamo di aver perso il lavoro e non riuscire a trovarne un altro. Durante un eventuale colloquio di lavoro, menzioneremmo il fatto che desideriamo essere sempre presenti alle nostre adunanze? Qualunque sia il problema da affrontare, facciamo bene a prestare attenzione alle parole del salmista che disse: “Rotola su Geova la tua via, e confida in lui, ed egli stesso agirà” (Sal. 37:5).

GLI EFFETTI DELLE CATTIVE COMPAGNIE

7, 8. Quali errori fece Giosafat, e quali furono le conseguenze? (Vedi l’immagine iniziale.)

7 Concentriamoci ora sul figlio di Asa, Giosafat. Aveva molte preziose qualità e, grazie alla fiducia che nutriva in Geova, compì molte opere buone. Comunque, prese anche delle decisioni poco sagge. Ad esempio formò un’alleanza matrimoniale con Acab, il malvagio re del regno settentrionale. Inoltre, nonostante gli avvertimenti del profeta Micaia, si unì ad Acab per combattere contro la Siria, e per poco non fu ucciso durante la battaglia (2 Cron. 18:1-32). Quando Giosafat tornò a Gerusalemme, il profeta Ieu gli chiese: “Si deve dare aiuto al malvagio, e dovresti provare amore per quelli che odiano Geova?” (Leggi 2 Cronache 19:1-3.)

8 Pur continuando a sforzarsi con zelo di fare ciò che era retto agli occhi di Geova, a quanto pare Giosafat non fece tesoro dell’esperienza avuta con Acab e dell’avvertimento di Ieu. Strinse di nuovo un’alleanza sbagliata con un nemico di Dio, questa volta con il figlio di Acab, il malvagio re Acazia. Giosafat e Acazia fecero costruire delle navi, che in seguito naufragarono e dunque non servirono affatto allo scopo per cui erano state costruite (2 Cron. 20:35-37).

9. Che influenza possono esercitare le cattive compagnie su di noi?

9 L’esperienza di Giosafat dovrebbe spingere ognuno di noi ad autoesaminarsi. Giosafat fondamentalmente fu un buon re; fece ciò che era giusto e “ricercò Geova con tutto il suo cuore” (2 Cron. 22:9). Tuttavia subì l’influenza di cattive compagnie. Un proverbio ispirato dice: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male” (Prov. 13:20). Nel caso di Giosafat, intrattenere rapporti non necessari con Acab gli costò quasi la vita. Che dire di noi? È giusto che ci impegniamo ad aiutare chi è interessato alla verità. D’altra parte, dobbiamo riconoscere che è pericoloso trascorrere inutilmente del tempo insieme a chi non serve Geova.

10. (a) Se stiamo cercando un coniuge, quali lezioni possiamo imparare da Giosafat? (b) Cosa dovremmo tenere a mente per quanto riguarda le cattive compagnie?

10 Quali utili lezioni impariamo da questi episodi della vita di Giosafat? Un cristiano potrebbe iniziare a provare dei sentimenti per qualcuno che non ama Geova, magari pensando che tra i compagni di fede non riuscirà a trovare un coniuge adatto. Oppure potrebbe sentirsi sotto pressione perché i parenti non Testimoni insistono che si sposi “prima che sia troppo tardi”. O ancora, potrebbe provare gli stessi sentimenti di una sorella, che disse: “Abbiamo l’innato bisogno di sentirci amati e di stare in compagnia”. In situazioni del genere ci sarà utile meditare su ciò che accadde a Giosafat. Aveva l’abitudine di ricercare la guida di Dio (2 Cron. 18:4-6). Ma cosa avvenne quando iniziò a stare in compagnia di Acab, un uomo che non amava Geova? Giosafat avrebbe dovuto tenere a mente che gli occhi di Geova sono su quelli il cui cuore è completo verso di lui. Anche oggi gli occhi di Dio “scorrono tutta la terra”, ed egli desidera “mostrare la sua forza” a nostro favore (2 Cron. 16:9). Geova capisce la nostra situazione e ci ama. Ma noi siamo convinti che Dio troverà il modo di soddisfare il nostro bisogno di amore e di compagnia? Possiamo star certi che lo farà!

Stiamo attenti a non frequentare chi non serve Geova (Vedi il paragrafo 10)

NON LASCIAMO CHE IL NOSTRO CUORE DIVENTI SUPERBO

11, 12. (a) In che modo Ezechia rivelò cosa c’era nel suo cuore? (b) Perché Ezechia non subì “l’indignazione di Geova”?

11 Anche da Ezechia impariamo una preziosa lezione, in questo caso riguardo al cuore. In un’occasione Geova, che esamina i cuori, rivelò cosa c’era in quello di Ezechia. (Leggi 2 Cronache 32:31.) Quando Ezechia si ammalò gravemente, Dio gli diede un segno — un’ombra che tornò indietro — per indicare che sarebbe guarito. A quanto pare i principi di Babilonia in seguito mandarono dei messaggeri per informarsi su quel segno (2 Re 20:8-13; 2 Cron. 32:24). A questo punto Geova lasciò Ezechia da solo per vedere cosa avrebbe fatto. Il re mostrò a quei babilonesi “tutta la sua casa del tesoro”. Con questo gesto sconsiderato Ezechia rivelò “ogni cosa che era nel suo cuore”.

12 La Bibbia non spiega esattamente perché il cuore di Ezechia si insuperbì. Potrebbe essere stato a causa della vittoria contro gli assiri, della guarigione miracolosa da parte di Dio oppure perché “ebbe ricchezze e gloria in misura molto grande”. Qualunque fosse il motivo, Ezechia si dimostrò superbo e “non ricambiò secondo il beneficio resogli”. È triste pensare che, per quanto potesse dire a Dio di averlo servito con cuore completo, per un certo periodo Ezechia lo deluse. In seguito, però, “si umiliò”, e così né lui né il suo popolo subirono “l’indignazione di Geova” (2 Cron. 32:25-27; Sal. 138:6).

13, 14. (a) In quali circostanze Geova potrebbe lasciarci da soli “per [metterci] alla prova”? (b) Cosa dovremmo fare quando riceviamo delle lodi?

13 Di quale beneficio è per noi leggere il racconto di Ezechia e meditare su di esso? La superbia di Ezechia divenne evidente poco dopo che Geova ebbe sconfitto Sennacherib ed ebbe guarito il re dalla sua terribile malattia. Anche noi potremmo raggiungere dei buoni risultati. In simili circostanze, potrebbe capitare che Geova ci lasci da soli “per [metterci] alla prova”, così da far emergere quello che c’è nel nostro cuore? Per esempio, un fratello potrebbe impegnarsi a fondo per preparare un discorso e pronunciarlo di fronte a un vasto uditorio. Di conseguenza, molti potrebbero lodarlo. Ma quale sarà la sua reazione?

14 Quando qualcuno ci loda facciamo bene a ricordare queste parole di Gesù: “Quando avete fatto tutte le cose assegnatevi, dite: ‘Siamo schiavi buoni a nulla. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare’” (Luca 17:10). Ancora una volta possiamo imparare qualcosa dall’esperienza di Ezechia. Il suo atteggiamento superbo divenne evidente dal momento che “non ricambiò secondo il beneficio resogli”. Nel nostro caso, meditare su tutte le cose buone che Dio ha fatto per noi ci aiuterà a rimanere umili. Inoltre, possiamo mostrare apprezzamento verso Geova con le nostre parole. Dopotutto è lui che ha provveduto le Sacre Scritture e lo spirito santo, che sostiene i suoi servitori.

RIFLETTIAMO PRIMA DI PRENDERE UNA DECISIONE

15, 16. Perché Giosia perse la protezione di Geova e la sua stessa vita?

15 Infine, quale lezione impariamo da ciò che accadde al re Giosia? Consideriamo cosa lo portò a subire una sconfitta e a morire. (Leggi 2 Cronache 35:20-22.) Giosia “uscì incontro” a Neco re d’Egitto, anche se quel re gli aveva detto che non era venuto a far guerra contro di lui. La Bibbia dice che le parole di Neco provenivano “dalla bocca di Dio”. Perché dunque Giosia uscì in battaglia? La Bibbia non lo spiega.

16 Ma in che modo Giosia avrebbe potuto sapere che le parole di Neco provenivano da Geova? Per esempio interpellando Geremia, uno dei fedeli profeti di Dio (2 Cron. 35:23, 25). Non risulta però che lo abbia fatto. Inoltre, Neco si stava dirigendo a Carchemis per combattere “contro un’altra casa”, non contro Gerusalemme. Per di più, non era coinvolto il nome di Dio, dato che Neco non aveva biasimato né Geova né il suo popolo. Combattere contro Neco, quindi, fu indice di scarso giudizio da parte di Giosia. Che lezione possiamo trarne? Quando affrontiamo un problema, è importante prendere in considerazione qual è la volontà di Geova.

17. Quando affrontiamo un problema, come possiamo evitare di fare un errore simile a quello commesso da Giosia?

17 Se sorge un problema, dovremmo capire quali princìpi biblici sono implicati e cercare poi di seguirli in modo equilibrato. In alcuni casi, potremmo voler chiedere consiglio agli anziani. Forse abbiamo già riflettuto su ciò che conosciamo dell’argomento e abbiamo già fatto ricerche nelle nostre pubblicazioni. Ma ci potrebbero essere altri princìpi biblici da prendere in considerazione, e un anziano potrebbe aiutarci ad analizzarli. Prendiamo il caso di una sorella il cui marito non è Testimone. La sorella è consapevole della responsabilità che ha di predicare la buona notizia e quindi si è organizzata per uscire in servizio un certo giorno (Atti 4:20). Il marito, però, vuole che quel giorno rimanga a casa; le fa notare che ultimamente non hanno trascorso molto tempo insieme e che gli piacerebbe fare qualcosa come coppia. La sorella potrebbe pensare ad alcuni passi biblici pertinenti, magari sul comando di fare discepoli e sull’importanza di ubbidire a Dio (Matt. 28:19, 20; Atti 5:29). D’altra parte, non dovrebbe dimenticare che deve essere sottomessa al marito e mostrarsi ragionevole (Efes. 5:22-24; Filip. 4:5). Il marito sta forse cercando di ostacolare il suo servizio o le sta semplicemente chiedendo di fare qualcos’altro solo quel giorno? È importante essere equilibrati mentre cerchiamo di fare la volontà di Dio e di mantenere una buona coscienza.

MANTENIAMO UN CUORE COMPLETO

18. Di che beneficio è per noi considerare ciò che accadde ai quattro re di Giuda?

18 Essendo imperfetti, anche noi a volte potremmo cadere negli stessi errori commessi dai quattro re di Giuda di cui abbiamo parlato. Corriamo il rischio di (1) confidare involontariamente nella sapienza umana, (2) frequentare cattive compagnie, (3) diventare superbi o (4) prendere decisioni senza aver prima considerato qual è la volontà di Dio al riguardo. Comunque, è davvero rincuorante sapere che Geova, come nel caso di quei re, vede il buono che c’è in noi. Vede anche quanto lo amiamo e quanto è grande il nostro desiderio di servirlo pienamente. Ecco perché ci ha fornito esempi che ci aiutano a evitare di commettere gravi errori. Meditiamo su questi episodi biblici e mostriamoci sempre grati a Geova per averli fatti mettere per iscritto!