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Testimoni di Geova

Lingua dei segni italiana

La Torre di Guardia (per lo studio)  |  febbraio 2018

Cosa significa essere una persona spirituale?

Cosa significa essere una persona spirituale?

Dio vi conceda di avere fra voi la medesima attitudine mentale che ebbe Cristo Gesù (ROM. 15:5)

CANTICI: 84, 5

1, 2. (a) Cosa pensano molti fratelli dell’importanza di essere persone spirituali? (b) A quali domande daremo risposta?

“ESSERE una persona spirituale mi ha reso più felice e mi ha aiutato ad affrontare i problemi della vita quotidiana”, ha detto una sorella che vive in Canada. Un fratello del Brasile ha affermato: “I nostri 23 anni di matrimonio sono stati molto felici, ed è stato grazie al fatto che ci siamo impegnati ad avere una mentalità spirituale”. E un fratello che vive nelle Filippine ha osservato: “Essere una persona spirituale mi ha permesso di avere pace interiore e mi ha aiutato ad avere rapporti migliori con fratelli di ambienti diversi”.

2 È chiaro che se siamo persone dalla mentalità spirituale possiamo raggiungere molti risultati positivi. Di conseguenza, ognuno di noi può chiedersi: “Come posso diventare più maturo dal punto di vista spirituale e ricevere in misura ancora maggiore i benefìci appena menzionati?” Prima di rispondere a questa domanda, però, dobbiamo capire cosa dice la Bibbia delle persone spirituali. In questo articolo si darà risposta a tre importanti domande: (1) Cosa significa essere persone spirituali? (2) Quali esempi possono contribuire alla nostra crescita spirituale? (3) In che modo avere “la mente di Cristo” ci aiuta a essere persone spirituali?

COSA SIGNIFICA ESSERE UNA PERSONA SPIRITUALE?

3. Che differenza c’è tra “l’uomo spirituale” e “l’uomo fisico”?

3 L’apostolo Paolo ci aiuta a capire cosa significa essere una persona spirituale mettendo a confronto “l’uomo spirituale” con “l’uomo fisico”. (Leggi 1 Corinti 2:14-16.) Che differenza c’è tra i due? “L’uomo fisico” non accetta “le cose dello spirito di Dio, poiché per lui sono stoltezza; e non le può conoscere”. “L’uomo spirituale”, invece, “esamina [...] tutte le cose” e ha “la mente di Cristo”. Paolo ci incoraggia a essere persone spirituali. Ma sotto quali altri aspetti “l’uomo spirituale” e “l’uomo fisico” sono diversi?

4, 5. Quali caratteristiche ha “l’uomo fisico”?

4 Per prima cosa, analizziamo il modo di pensare di un “uomo fisico”. Una persona del genere si concentra sui desideri carnali perché assume l’atteggiamento prevalente del mondo. Paolo descrive tale atteggiamento come “lo spirito che ora opera nei figli di disubbidienza” (Efes. 2:2). Questo spirito spinge la maggioranza a fare quello che fanno gli altri. Molti fanno ciò che è giusto ai loro occhi, senza interessarsi minimamente delle norme di Dio. Chi ha una mentalità carnale spesso si preoccupa eccessivamente di ottenere prestigio e cose materiali o di difendere quelli che secondo lui sono i suoi diritti.

5 Vediamo cos’altro può contraddistinguere “l’uomo fisico”. In questa categoria rientra chi pratica “le opere della carne” (Gal. 5:19-21). Nella sua prima lettera alla congregazione di Corinto, Paolo elenca diverse altre caratteristiche delle persone che hanno una mentalità carnale. Queste persone promuovono divisioni, si schierano quando sorgono contrasti, fomentano discordie, portano altri fratelli in tribunale, non rispettano chi ha autorità ed esagerano con il cibo e l’alcol. Se si trova davanti a una tentazione, la persona carnale finisce per cedere (Prov. 7:21, 22). Giuda parlò di alcuni che sarebbero addirittura arrivati al punto di ‘non avere spiritualità’ (Giuda 18, 19).

6. Cosa significa essere un “uomo spirituale”?

6 Cosa significa invece essere un “uomo spirituale”? La persona spirituale è l’opposto dell’“uomo fisico”, perché ha la mente rivolta a Dio e cerca di imitarlo (Efes. 5:1). Di conseguenza, fa il possibile per capire come la pensa Geova e vedere le cose come le vede lui. Ai suoi occhi Dio è molto reale. Al contrario di chi ha una mentalità carnale, si sforza di seguire le norme di Geova in ogni aspetto della vita (Sal. 119:33; 143:10). Non è una persona che si concentra sulle opere della carne; piuttosto, fa del suo meglio per manifestare “il frutto dello spirito” (Gal. 5:22, 23). Attribuisce un particolare valore alle cose spirituali e alla religione.

7. Secondo la Bibbia, quali risultati abbiamo se siamo persone spirituali?

7 La Bibbia descrive i risultati positivi che abbiamo se siamo persone spirituali. Matteo 5:3 dice: “Felici quelli che si rendono conto del loro bisogno spirituale, poiché a loro appartiene il regno dei cieli”. E Romani 8:6 aggiunge: “Rivolgere la mente alla carne significa morte, ma rivolgere la mente allo spirito significa vita e pace”. Se ci concentriamo sulle cose spirituali, già oggi abbiamo pace con Dio, pace interiore e la prospettiva della vita eterna.

8. Perché non è facile diventare persone spirituali e rimanere tali?

8 Purtroppo, però, viviamo in un mondo pericoloso. Siamo circondati da persone che hanno un modo di pensare carnale, quindi dobbiamo fare grandi sforzi per diventare persone spirituali e rimanere tali. Se non ci alimentiamo di cose spirituali, nella nostra mente si crea un vuoto che viene presto riempito dall’“aria” contaminata di questo mondo. Come possiamo evitare che questo accada? E cosa possiamo fare per crescere spiritualmente?

ESEMPI DA CUI IMPARARE

9. (a) Come possiamo crescere dal punto di vista spirituale? (b) Quali buoni esempi esamineremo?

9 I bambini diventano persone mature osservando e imitando il buon esempio dei genitori. Anche noi possiamo crescere dal punto di vista spirituale se osserviamo e imitiamo persone spiritualmente forti. Dall’esempio negativo di chi ha la mente rivolta alla carne, invece, impariamo cosa dobbiamo evitare (1 Cor. 3:1-4). Nella Bibbia troviamo esempi sia positivi che negativi. Dato che vogliamo diventare spiritualmente più maturi, esamineremo ora tre esempi da imitare: Giacobbe, Maria e Gesù.

Cosa possiamo imparare da Giacobbe? (Vedi il paragrafo 10)

10. Da cosa capiamo che Giacobbe era una persona spirituale?

10 Consideriamo per primo l’esempio di Giacobbe. Come molti di noi oggi, Giacobbe non ebbe una vita facile. Suo fratello Esaù, un uomo dalla mentalità carnale, voleva ucciderlo. Per di più, suo suocero cercò diverse volte di sfruttarlo con l’inganno. Nonostante fosse circondato da persone carnali, Giacobbe fu sempre un uomo spirituale. Aveva fede nella promessa fatta ad Abraamo e si prese cura della sua famiglia, che avrebbe avuto un ruolo speciale nella realizzazione del proposito di Geova (Gen. 28:10-15). Dalle sue parole e dalle sue azioni capiamo che teneva costantemente presenti le norme e la volontà di Dio. Per esempio, quando si sentì minacciato da Esaù, disse a Dio: “Liberami, ti prego [...]. E tu, tu hai detto: ‘Senza dubbio ti tratterò bene e certamente costituirò il tuo seme come i granelli di sabbia del mare’” (Gen. 32:6-12). È chiaro che Giacobbe aveva fede nelle promesse che Geova aveva fatto a lui e ai suoi antenati, e voleva vivere tenendo conto della Sua volontà e del Suo proposito.

Cosa possiamo imparare da Maria? (Vedi il paragrafo 11)

11. Da cosa capiamo che Maria era una persona spirituale?

11 Vediamo ora l’esempio di Maria. Come mai Geova la scelse perché diventasse la madre di Gesù? Sicuramente perché era una persona spirituale. Lo dimostrano le bellissime parole di lode che pronunciò quando andò a trovare i suoi parenti Zaccaria ed Elisabetta. (Leggi Luca 1:46-55.) Quello che disse rivela che amava profondamente la Parola di Dio e che conosceva molto bene le Scritture Ebraiche (Gen. 30:13; 1 Sam. 2:1-10; Mal. 3:12). È anche interessante notare che lei e Giuseppe, nonostante fossero sposati da poco, non ebbero rapporti sessuali fino alla nascita di Gesù. Questo indica che consideravano l’incarico dato loro da Geova più importante dei propri desideri (Matt. 1:25). Maria osservava attentamente quello che accadeva nella vita di Gesù e prestava attenzione alle sagge parole che lui pronunciava. Inoltre “riteneva accuratamente tutte queste parole nel suo cuore” (Luca 2:51). È evidente che era molto interessata alle promesse di Dio relative al Messia. Senza dubbio, l’esempio di Maria ci aiuta a riflettere su come possiamo mettere la volontà di Dio al primo posto nella nostra vita.

12. (a) In che modo Gesù imitò il Padre? (b) Come possiamo imitare l’esempio di Gesù? (Vedi l’immagine iniziale.)

12 Quando si parla di persone spirituali, comunque, Gesù è certamente il più grande esempio. Durante tutta la sua vita e il suo ministero dimostrò di voler imitare suo Padre, Geova. I suoi pensieri, i suoi sentimenti e le sue azioni riflettevano quelli di Geova, e la sua vita era in armonia con la Sua volontà e le Sue norme (Giov. 8:29; 14:9; 15:10). Confrontiamo, per esempio, il modo in cui il profeta Isaia descrive la compassione di Geova con il modo in cui l’evangelista Marco descrive quella di Gesù. (Leggi Isaia 63:9; Marco 6:34.) Ora chiediamoci: “Sto imitando Gesù, essendo sempre pronto a mostrare compassione a chi ha bisogno di aiuto? Sto imitando il suo impegno nell’opera di predicare e insegnare la buona notizia?” (Luca 4:43). Sono sentimenti e azioni di questo tipo a contraddistinguere le persone spirituali.

13, 14. (a) Cosa possiamo imparare da esempi di persone spirituali dei nostri giorni? (b) Fate un esempio.

13 Oltre agli esempi contenuti nella Bibbia, oggi abbiamo molti altri esempi di persone spirituali che si sforzano di imitare Cristo. Forse abbiamo notato le loro belle qualità, tra cui lo zelo nel ministero, l’ospitalità o la compassione. Come tutti noi, lottano contro le loro debolezze e cercano di sviluppare qualità che piacciono a Dio. Rachel, una sorella che vive in Brasile, ha detto: “Mi piaceva tanto seguire la moda, e quindi non mi vestivo in modo modesto. Ma quando ho conosciuto la verità ho capito che dovevo impegnarmi per diventare una persona spirituale. Non è stato facile cambiare, ma ora sono più felice e la mia vita ha un senso”.

14 Reylene, che vive nelle Filippine, ha affrontato un altro tipo di problema. Si era impegnata a fondo per farsi un’istruzione universitaria e trovare un buon lavoro che le permettesse di diventare qualcuno. “Iniziai a perdere di vista le mie mete spirituali”, racconta. “Ma a un certo punto capii che mancava qualcosa nella mia vita, qualcosa di molto più importante del lavoro. Allora ricominciai a concentrarmi sul servire Geova”. Reylene è diventata un esempio di cosa significhi confidare nella promessa di Geova contenuta in Matteo 6:33, 34. “Sono sicura che Geova si prenderà cura di me!”, aggiunge. Forse pensando alla nostra congregazione ci vengono in mente esempi simili. Non ci sentiamo spinti a imitare queste persone fedeli che a loro volta imitano Cristo? (1 Cor. 11:1; 2 Tess. 3:7).

DOBBIAMO AVERE “LA MENTE DI CRISTO”

15, 16. (a) Cosa dobbiamo fare per essere simili a Cristo? (b) Come possiamo rendere il nostro modo di pensare sempre più simile a quello di Cristo?

15 Come possiamo anche noi imitare Cristo? Primo Corinti 2:16 ci ricorda l’importanza di avere “la mente di Cristo”. E Romani 15:5 ci incoraggia ad avere “la medesima attitudine mentale che ebbe Cristo Gesù”. Quindi per essere simili a Cristo dobbiamo conoscere il suo modo di pensare e le varie sfaccettature della sua personalità, e poi seguire il suo esempio. Gesù si concentrò sulla sua relazione con Dio. Di conseguenza, se siamo simili a Gesù, saremo anche più simili a Geova. È chiaro, dunque, che è molto importante imparare a pensare come Gesù.

16 Come possiamo riuscirci? I discepoli di Gesù assisterono ai suoi miracoli, ascoltarono i suoi discorsi, videro come si comportava con diversi tipi di persone e osservarono come metteva in pratica i princìpi divini. Per questo dissero: “Siamo testimoni di tutte le cose che egli fece” (Atti 10:39). Noi non possiamo vedere Gesù con i nostri occhi, ma Geova nel suo amore ha fatto in modo che avessimo a disposizione i Vangeli, grazie ai quali possiamo farci un quadro preciso della personalità di suo Figlio. Leggendo i libri biblici scritti da Matteo, Marco, Luca e Giovanni e meditandoci su, il nostro modo di pensare sarà sempre più simile a quello di Cristo. Così potremo ‘seguire attentamente le sue orme’ e ‘armarci della sua stessa disposizione mentale’ (1 Piet. 2:21; 4:1).

17. Perché ci è d’aiuto avere lo stesso modo di pensare di Cristo?

17 In che modo ci può essere d’aiuto imparare a pensare come Cristo? Proprio come mangiare cibo nutriente rende forte il nostro fisico, così assimilare il modo di pensare di Cristo ci rende forti dal punto di vista spirituale. Col tempo riusciamo a capire quello che Cristo avrebbe fatto in ogni situazione, e questo ci aiuta a prendere decisioni sagge. Così avremo una coscienza pura e l’approvazione di Dio. Pensando a questi risultati positivi, avremo buone ragioni per ‘rivestirci del Signore Gesù Cristo’ (Rom. 13:14).

18. Cosa avete imparato da questo articolo?

18 In questo articolo abbiamo visto cosa significa essere una persona spirituale; abbiamo anche compreso che c’è molto da imparare dai buoni esempi e che avere “la mente di Cristo” ci aiuta a crescere spiritualmente. Comunque ci sono molte altre cose da considerare su questo argomento. Per esempio, come possiamo capire quanto siamo forti spiritualmente? Cos’altro possiamo fare per crescere ancora di più a livello spirituale? In che modo la nostra spiritualità influisce sulla vita di tutti i giorni? Il prossimo articolo risponderà a queste domande.